27/11/2009, ore 10:22
Anna8 lo archivia in news, civilta

Butto lì frasi a caso, poi vi lascio l'articolo da cui sono tratte perché Filippo Facci scrive bene, a volte é irritante come un cactus nelle mutande, ma non fa niente. Leggetelo per favore e fatevi un'idea di che paese stia diventando l'Italia.

- è stata inventata in Francia, dove è in uso da 22 anni
- in uso in tutta l’Unione Europea tranne in Polonia e Lituania e Malta
- gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza
- far sì che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica
- nocività inferìori non solo rispetto all’aborto chirurgico, ma rispetto a una comune aspirina

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LA RU486 IN PILLOLE
Filippo Facci

Seguite tutta la storia e poi rendetevi conto.

Allora. La pillola Ru486 è stata inventata in Francia, dove è in uso da 22 anni, e nel frattempo è entrata in uso in tutta l’Unione Europea tranne in Polonia e Lituania e Malta, che assieme a Città del Vaticano sono ormai le nazioni di riferimento di alcuni tardo-clericali del nostro governo. Il farmaco, che negli Usa è adottato da oltre diec’anni, è stato oggetto di infinite sperimentazioni tanto che anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2003, ne ha stabilito alcune linee guida. Dati e statistiche dicono questo: a dispetto di quanti temevano che il farmaco potesse comportare una sottovalutazione dell’aborto, e incrementarne perciò massicciamente il ricorso, gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza; l’unico dato significativo riguarda una tendenza a ricorrere all’interruzione di gravidanza in una fase gestazionale più precoce, con minori rischi di complicanze: l’Ru486 infatti può essere presa nelle prime settimane di gravidanza mentre l’aborto per aspirazione è possibile solo dalla sesta settimana.

Questo nel mondo normale: ora veniamo all’Italia. Nel 2002, già in ritardo su tutti, una prima sperimentazione fu bloccata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Nel 2005 un’altra sperimentazione a Torino sfociò in un’ispezione dall’omologo ministro Francesco Storace. Poi, siccome siamo capaci di bipolarizzare ogni cosa, la sperimentazione partì autonomamente ma solo in alcune regioni governate dal centrosinistra. E poi la magistratura – quella non manca mai – avviò indagini a Torino e a Milano per presunta violazione della Legge 194: ne seguì la sospensione della sperimentazione nel primo caso e un’archiviazione nel secondo.

Sempre nel 2005 partì l’offensiva del Vaticano: il Papa disse che «la Ru486 nasconde la gravità dell’aborto» e il cardinale Ruini che «tende a non farne percepire la reale natura». Posizioni culturali, queste, che alcuni parlamentari evo-con indirizzeranno progressivamente verso un obiettivo sostanziale:  far sì che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica fisicamente e socialmente.

Nel giugno 2007 l’uso della pillola veniva approvato e regolato pur tardivamente anche dall’Emea (l’agenzia europea per i medicinali) ma neppure questo spingeva il governo italiano a registrare e utilizzare finalmente il farmaco: nel novembre 2007, a bloccare ulteriormente la procedura, fu il ministro Livia Turco che decise di chiedere un parere del Consiglio superiore di sanità per riscontrare il «pieno rispetto della legge 194», peraltro già indagato da due inchieste giudiziarie. Non solo: si procedeva a un’altra sperimentazione e se ne incaricava l’Aifa, ossia l’agenzia italiana del farmaco che ha tutti i requisiti tecnico-scientifici per valutare sicurezza e idoneità dei medicinali. Il 30 luglio 2008, ancora, dopo anni di sperimentazione – dalla quale è risultato, paradossalmente, che l’aborto chirurgico è più rischioso di quello fatto con la Ru486 – l’agenzia l’Aifa ha infine deliberato l’idoneità del farmaco: purché sia utilizzato con ricovero ospedaliero, ha detto, che è esattamente ciò che il governo di centrodestra voleva; negli altri paesi, quelli normali, l’uso è infatti privato e domiciliare.

Finita? No: si annunciava che si dovevano attendere le «linee guida» del governo. In agosto, poi, Maurizio Gasparri proponeva un’ulteriore inchiesta parlamentare. E siamo finalmente alla comica finale di ieri: la commissione Sanità del Senato – poco prima della pubblicazione in gazzetta del provvedimento per la messa in commercio della Ru486 – ha fermato tutto e, circa la compatibilità con la Legge 194, questa volta ha ri-chiesto un parere al ministero della Salute.

Ora: definirli dei pagliacci non è più sufficiente.

E neppure il ripetere che nel nostro Paese è in corso una palese offensiva per ridiscutere o sabotare la Legge 194, ridimensionarla sollevando continui polveroni, invitare alla moltiplicazione di quei truffatori dello Stato che sono spesso gli obiettori di coscienza, ipotizzare la presenza di militanti religiosi nei consultori, raccontare che siano in corso complotti ideologici per smontare la stessa 194 quando in realtà sono proprio loro a volerla smontare. Non basta più.

E neppure può bastare la facile irrisione di chi straparla di «salute delle donne» e di una «pericolosità» ignota alla realtà scientifica mondiale, visto che l’Oms, solo due anni fa, ha inserito la Ru486 nell’elenco dei farmaci essenziali: si parla di una pillola che ha evidenziato nocività inferìori non solo rispetto all’aborto chirurgico, ma rispetto a una comune aspirina.

Ciò che va succedendo, appunto, è più grave: la propensione di una parte minoritaria del centrodestra, infatti, non è più solo una propaganda infarcita di dati scientifici letteralmente inventati o falsificati, ma – peggio – ormai tende a correggere le verità scientifiche con l’azione legislativa. Memorabile, a piccolo titolo di esempio, un’uscita di Maurizio Gasparri dell’agosto scorso: «I tecnici dell’Agenzia del farmaco sono privi di legittimazione democratica», disse. Allo stesso modo, a proposito di testamento biologico, ricordiamo come il Senato abbia stabilito che idratazione e alimentazione assistita non siano cure mediche:  e pazienza se frattanto lo stesso ministero della Sanità – e tutti gli organismi d’occidente – seguiti a definirli trattamenti sanitari sottoposti al consenso del paziente.

A costoro non importa di questo. E neppure gl’importa dell’opinione degli italiani su questi temi. Molti di questi legislatori – spesso ex radicali, ex laicisti riformisti, ex mangiapreti di sinistra – sono in autentica folgorazione pre-senile. Vanno semplicemente fermati. E’ vero, è tutta fuffa: perché la Ru486 è già comunemente in vendita sottobanco nelle farmacie e perché forme simili all’eutanasia sono giù praticate da migliaia di medici. La legislazione materiale se ne fotte da anni di quella ufficiale, è vero. Ma vanno fermati lo stesso, perché questa è una democrazia.


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Da Macchianera.

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19/11/2009, ore 00:45
Anna8 lo archivia in news, animali, civilta

Ogni tanto si trovano anche storie belle davvero sui quotidiani, meritano la nostra attenzione, il nostro neurone per cinque secondi.
Per disintossicarci dal post precedente vi presento Sabi.
Sabi é una canina notevole, uno di quei cani che accompagnano, senza paga speciale ma con totale devozione alcuni uomini sui campi di battaglia. Sabi ha una storia bella e misteriosa che inizia in Australia dove  questa meravigliosa retriever diventa membro di un gruppo di soldati come cane sniffa esplosivi, fa lo sminatore, probabilmente il lavoro peggiore che ti capita di fare in guerra. Le capita di farlo in Afghanistan, le fortune della vita da cane.
Nel settembre 2008 la sua pattuglia viene attaccata durante una missione, nove suoi compagni umani vengono feriti, lei sparisce nello scontro a fuoco e dopo mesi di ricerche viene dichiarata MIA, Missing In Action, come un qualsiasi altro soldato.
Bella questa considerazione, anche perché se ci di pensa: quante vite, militari e non, ha salvato facendo il suo lavoro prima di sparire nel mezzo dell'Afghanistan?

Dopo quattordici mesi, più di un anno, un soldato americano nota questo cane ben pasciuto per strada, lancia una pallina da tennis, il cane la prende e gliela riporta, seguendo l'istinto e l'addestramento ricevuto in Australia anni prima, Sabi non é più MIA e dopo alcuni controlli medici può tornare a casa dai suoi commilitoni, festeggiata come il compagno di pattuglia ritrovato.

Questa é una storia a lieto fine ed é una storia di civiltà. Resta il mistero di come Sabi se la sia cavata per tutti quei mesi in un Paese dove i cani da compagnia non sono certo un'abitudine, mi piace pensare che qualche ragazzino afghano l'abbia accudita in cambio di un po' di sorrisi, perchè diciamolo: quanto é bella questa canina che sorride?


La notizia su BBC NEWS.

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18/11/2009, ore 10:02
Anna8 lo archivia in news, civilta

Scusate, ho avuto da fare negli ultimi giorni, mi son distratta e ho letto poco i quotidiani, ma che sarebbe 'sta cosa? Se ho capito bene cos'é non son sicura di volere commentare, ma serei curiosa di sapere come hanno commentato i telegiornali. Hanno commentato?

Per non parlare dell'avere una certa faccia di palta e mi riferisco a questo signore qui, che mi era già capitato di citare altrove.

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11/11/2009, ore 15:03
Anna8 lo archivia in donne, news, ordine

Non credevo avrei mai scritto un post simile, ma se c'e' una cosa che mi manda in bestia e' l'ipocrisia, soprattutto quando e' chiaramente bavosa.

Non so come la pensiate riguardo Playboy e il suo proprietario/inventore Hugh Hefner. Io penso che il giornale pubblichi molto spesso delle foto di una qualita' impressionante, lo ha sempre fatto, ben prima dell'avvento di photoshop, quindi suppongo selezioni piuttosto bene modelle e fotografi soprattutto.
Pur non essendo omosessuale vedo e riconosco la bellezza di un corpo femminile, molto più di quanto si possa fare davanti a un nudo maschile, scusate. Posso guardare un nudo femminile senza avere pensieri peccaminosi o magari sì, in questo stesso modo posso guardare una foto su playboy o un quadro, a volte sono solo opere d'arte.
Non nascondo dietro la questione "nudo artistico" il fatto che il giornale di Hefner sia un prodotto pornografico, ma onestamente spesso m'e' capitato di trovarlo meno offensivo di certe scelte politiche o di certi spot pubblicitari regolarmente in onda a tutte le ore. Non credo sia la nudita' a rendere pornografico un oggetto. Senza contare il fatto che mediamente su playboy non ci sono fotografie dai particolare ginecologici, imbarazzanti piu' che altro. Come lo so? Perche' m'e' capitato di comprarne personalmente, senza alcuna vergogna, un paio di edizioni speciali, regali per Disaster, per noi due. Edizioni patinate, foto straordinarie per soggetti e ambientazioni. Insieme le abbiamo sfogliate monelli e strabiliati da tanta attenzione al dettaglio fotografico.
Playboy e' quello che e': una rivista per adulti molto ben fatta, che spesso riporta tra un nudo e l'altro anche articoli interessanti. Negli anni vi hanno scritto gente come Wodehouse, Nabokov, Fleming ... sono stati intervistati per PB personaggi come Orson Welles, Stephen Hawkins, Salvador Dalì, Steve Jobs ... il romanzo Fahrenheit 451 é stato pubblicato per la prima volta, a capitoli, su Playboy.

Perché tutto questo discorso? perchè tempo fa ho letto questo commento su un blog del Corsera e mi con cascati perfino gli attributi che non ho. Lo spunto per il commento é l'uscita di due libri, uno fotografico che raccoglie tutti i paginoni centrali di PB e una biografia di Hugh Hefner.
Cosa fa un giornalista che vuole scrivere a proposito di due libri? li legge? ma no! commenta/copiaincolla (?) il commento che ne fa un'altra persona. Sembrano le recensioni cinematografiche preventive che faceva (fa?) l'Avvenire su certi film.
Tutto il pezzo é pieno di bavosa ipocrisia, a partire dalla confessione che l'autore no, non comprava PB, se non raramente, ma guardava concupiscente (sbavando?) le copie acquistate dagli amici. Se non l'avesse scritto ci avrebbe fatto migliore figura, é come dire: mi piaceva da morire, anche se sto per scriverne peste e corna. Oppure: insomma capita di scivolare, ma stai tranquilla signora che leggi, sono una brava persona, io le donne nude non le compro.
Sorvolo sul commento alla filosofia di vita di Hefner, mi sa che l'invidia é parecchia e pur non condividendo tutte le scelte dell'ottantenne più sorridente del mondo, son convinta che siano altre le cose che fanno male alle donne.
Solo per darvi un'idea di come sia costruito il pezzo, si legge che:
"presto sposo e padre di due figli, Hefner rimase traumatizzato quando seppe che la moglie Mildred, che gli si era negata prima del matrimonio, aveva tuttavia avuto rapporti sessuali con altri. Quell'atto d'infedeltà femminile, pare, fu determinante."
A parte il fatto che sapersi cornuti e mazziati non fa piacere a nessuno, questa cosa sembra messa in modo tale da far pensare una cosa che non é, infatti la storia é un po' diversa: la moglie poco prima delle nozze confessò a Hefner di averlo tradito mentre lui era giornalista militare tra il 1944 e il 1946, durante il servizio militare. Suona un po' diverso secondo me, come racconti le cose conta. E sempre perché il modo in cui presenti le notizie conta, direi che scrivere peste e corna di qualcuno, della sua filosofia di vita, delle sue scelte personali, raccontarci di quanto male ha fatto e di come ha denigrato la figura femminile e di quanto maschilista sia e poi farcire il pezzo con le stesse foto contro cui ti sei appena scagliato, beh ecco, é un tantino ipocrita, giusto un filino.

Tanto per darvi solo due notizie che il pezzo non riporta:
- Playboy é un ambiente così maschilista e Hefner un tale mostro che per anni, dal 1988, l'amministratore delegato del magazine é stata Christie Hefner, la figlia, ritiratasi all'inizio di quest'anno per dedicarsi a "charitable works".
- nel 1955, dopo che Esquire l'aveva rifiutato, Playboy pubblicò un racconto di C. Beaumont in cui, in un mondo dove l'omosessualità era la norma, un uomo eterosessuale viene perseguitato. Hefner alle critiche che seguirono la pubblicazione rispose:
"If it was wrong to persecute heterosexuals in a homosexual society then the reverse was wrong, too."
Inutile dire che Hefner é divenuto nel tempo un'icona dei diritti gay, nemmeno tanto ironicamente.


Se volete leggere qualcosa in merito consiglio Wiki:
Hugh HefnerPlayboy




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26/10/2009, ore 16:00
Anna8 lo archivia in news

Che io abbia incontrato finora solo germanici che rientrano in pieno nello stereotipo classico é noto. Non é colpa tutta mia, infatti sto rivalutando l'intero popolo facendo conoscenze femminili, non so perché ma le donne tedesche tendono a non rientrare nello stereotipo tanto odioso, sono generalmente simpatiche, pazze furibonde direi, aperte di mentalità, hanno un gran senso dell'umorismo, sanno essere serie sul lavoro ma hanno una vita privata e sanno divertircisi, non credono sempre di appartenere al popolo migliore del mondo e via dicendo.
Tutto questo per dire che non ho una passione per il popolo tedesco, anche se ci provo a rivalutarli e a distruggere il pregiudizio che risiede nel mio neurone, però quando leggo notizie come questa mi viene da piangere, perché spererei che anche nel mio paese qualcuno dicesse queste cose, invece mi tocca sentirle dai tedeschi.
 

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24/10/2009, ore 12:48
Anna8 lo archivia in america, news, civilta

Supponiamo che voi abbiate 29 anni e siate un normalissimo uomo medio, neanche male a dedurre da una pessima foto, ma questo non conta. Insomma siete questo tizio qui, siete nella vostra cucina, in casa vostra, vi siete appena svegliati e siccome avete l'abitudine di dormire senza il pigiama di flanella, o meglio senza alcun indumento, siete in giro per casa vostra nudi. Come mamma vi ha fatti vi state preparando un caffe' nella vostra cucina in santissima pace.
Supponiamo ora che fuori dalla vostra casa passino una donna e un bambino di sette anni, e che guardando dentro casa vostra vi vedano nudo mentre vi godete il vostro caffe'.
Poco dopo che capita? Che vi arrestano e finite sotto processo, rischiando un anno di galera e una multa di 2000$ perche' secondo l'imbecille passata fuori da casa vostra voi volevate essere visti nudi da un bambino.

Ho da fare una serie di riflessioni:
- se girare nudi per casa propria e' un reato arrestatemi subito.
- se non vuoi vedere gente in atteggiamenti privati non guardare dentro le case altrui. Anche per questo adoro gli inglesi, non ne troverete uno che sbircia nella casa del vicino, infatti molti vivono con le tende perennemente aperte, anche al piano terra con il marciapiede a un metro dalla loro finestra, certi che nessuno ficcanasera'.
- non credo che un bambino di sette anni restera' turbato dal vedere un pisello adulto, ne possiede uno simile anche se in scala ridotta. Io ho subito alla stessa eta' la visione di un esibizionista su una spiaggia e onestamente all'epoca non mi fece nessun effetto, ricordo di averlo guardato con aria perplessa piu' che spaventata. Oltretutto se a sette anni non conosci almeno un minimo della fisiologia umana, cari genitori siete in ritardo.
- il fatto che la polizia abbia messo sotto processo una persona per un fatto del genere non mi fa ben sperare per il genere umano: quando ci sono di mezzo i bambini la gente non capisce piu' niente, anche in situazioni davvero innocenti come questa.

 
La notizia sul Telegraph.

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24/10/2009, ore 10:00
Anna8 lo archivia in news, so british

Non so bene come dirvi di andare a questo link e vedere i disegni (aquarelli?) che ci trovate, perché il soggetto é controverso. Trovare qualcosa di bello in una guerra risulta difficile, ma non avevo mai visto dipinti di una guerra moderna, di solito ci sono ottime fotografie che catturano i momenti peggiori o migliori dell'uomo su un campo di battaglia, ma disegni é raro. Li ho trovati molto belli, in qualche modo realistici come una fotografia, toccanti nel modo in cui catturano l'attimo sul campo di battaglia o sulla pista di un areoporto, di notte, mentre l'ennesimo militare fa ritorno in patria, in una bara avvolta dall'Union Jack.

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23/10/2009, ore 13:06
Anna8 lo archivia in news, italioti

Io ero rimasta al fatto che invece di recarsi di persona all'aeroporto ci aveva mandato il ministro delle pari opportunità, non quello degli interni o degli esteri eh, quello delle pari opportunità! ad accogliere un re ... forse aveva pensato che, visto che al re piacciono le belle donne avendone sposata una di strabiliante bellezza e intelligenza, la Carfagna sarebbe stata perfetta. A parte il fatto che il paragone tra la regina Rania e la ministra é imbarazzante, e sto parlando della sola intelligenza non di bellezza, ma: alla faccia del protocollo e della diplomazia!
Invece scopro che ha fatto di più: ha dato buca completa a un re in visita di Stato, non in vacanza personale, certamente una visita programmata da mesi. E chissene del re di Giordania, lui aveva da fare con l'amico Vladimiro. Una buca colossale: all'ultimo momento ha cancellato una cena ufficiale, lasciando il re senza cena, senza un ministro che lo sostituisse, senza un'alternativa, oltretutto mettendo nei guai i diplomatici e i responsabili del Cerimoniale.
Non so, forse non gli hanno spiegato il significato di visita di Stato al corso per cioccolatai, corso che ha seguito con evidente profitto, riuscendo ad esser sempre il primo della classe.

Io davvero di questi tempi non vorrei essere un console italiano o un diplomatico in genere.

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21/10/2009, ore 12:27
Anna8 lo archivia in donne, news, civilta

Ci sono cose che proprio io mi rifiuto di accettare, ne ho già scritto, mi fanno pensare che in fondo non sia cambiato niente di niente e che le donne siano sempre comunque quelle che sbagliano: se sono vergini a 35 anni, se si divertono da quando ne hanno 15, se scelgono di fare una vita di castità e anche se scelgono di fare sesso con chi e quanto pare a loro. Siamo sempre noi a sbagliare. Anche quando il reato é verificato, giudicato, sempre solo noi perché loro, i ragazzi, sono ragazzi per bene, di buona famiglia, che avranno mai fatto? hanno violentato una ragazzina ubriaca, magari sciocca, magari no, che ne sappiamo? e comunque quanto conta? l'hanno violentata, sono stati giudicati colpevoli ma non pagheranno e questo é quasi il meno perché quello che mi fa incazzare vigorosamente sono i pensieri delle persone intorno a loro: lei se l'é cercata, l'aveva già fatto con altri, sono bravi ragazzi mica rumeni che uccidono ... il solito schifo. Nel 2009, Italia.
 
A me fa venire voglia di urlare che sono delle bestie, loro, i compaesani degli stupratori Montalto di Castro, sono delle bestie, sono peggio, sono qualcosa che somiglia molto a dei complici dei prossimi stupri.

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18/10/2009, ore 12:33
Anna8 lo archivia in donne, news, ribrezzo

A proposito di quello che si diceva non molti giorni fà:

"Fra i comportamen­ti messi sott’accusa dalla pièce, l’abitudine a trattare le vittime con sarcasmo, come se l’accadu­to fosse anche un po’ colpa lo­ro."

L'articolo per irritarsi anche oggi.

 

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