Giorni fa mentre cercavo informazioni per il post su Playboy e Hugh Hefner m'é capitato di leggere un breve post su un blog a me sconosciuto, di cui non ricordo molto se non il tono dei commenti al post sul creatore di PB. In particolare due commenti mi sono rimasti in mente, erano commenti di donne, sembravano sensati e ragionevoli, nemmeno troppo acidi o di parte, insomma commenti che da donna avrei dovuto condividere. Però qualcosa in quelle sagge parole non mi convinceva, ci ho pensato su e ho capito.
Il succo dei commenti era che il male di una rivista come PB e dei comportamenti di Hefner sarebbe, non solo lo svilimento della figura femminile ... etc, ma anche l'aver infilato nei cervelli maschili e femminili la convinzione che se vuoi piacere devi essere come le playmate. Quest'idea avrebbe quindi costretto milioni di donne alla dieta perenne, alla privazione di una delle cose belle della vita, il cibo, per inseguire una forma fisica perfetta irraggiungibile per la maggior parte di noi. Ci avrebbe rese insicure e frustrate, fragili e costantemente affamate.
Ho capito perché questa cosa che tutto sommato sembra sensata non mi si adattava, non funzionava per me, ho capito e immediatamente mi sono fatta i complimenti, mi sono sentita bene. Perché nonostante non sia sempre stato così, da anni mi piaccio così come sono, con le mie forme mediterranee, con la mia voglia di assaggiare tutto e godere del buon cibo, senza l'ansia da bilancia, perché ho capito che posso essere, se voglio, sexy o semplicemente bella anche se la mia taglia non é una 42, perché ho imparato cosa mi sta bene e cosa no, ho scoperto che anche chi porta taglie inferiori non sta bene con certi capi, questione di carenza di forme, ho imparato a volermi bene in sostanza. Forse nonostante le tante indecisioni, i tanti pensieri, sono semplicemente più sicura di me, quindi anche di come sono fuori.
Buona parte in questa maturazione mentale la giocano, dopo i propri neuroni, le persone di cui ci si circonda, sono stata fortunata in questo. Le amiche storiche sono quasi tutte più filiformi di me ma non sono sciocche e questo ha contato, i loro apprezzamenti per una mia mise particolarmente curata non sono mai mancati.
Disaster é il mio più grande ammiratore, ovviamente, minimizza i difetti pur vedendoli, mi sprona ad osare con buon gusto e monelleria quando serve. In sostanza é semplicemente un uomo intelligente che ama stare con una donna sveglia e sorridente, che ama il cibo e vino buono, che non si fa troppe turbe mentali ... lo so, questo genere di uomo é materiale difficile da trovare, l'ho detto che sono fortunata.
L'ambiente degli ultimi 14 mesi ha fatto il resto: in UK tanto per iniziare la taglia 46 non é, come accadeva spesso in Italia, l'ultima taglia disponibile, a volte assente, é una taglia di mezzo per donne normali, corrisponde a una 14 locale e i capi sono disponibili fino alla taglia 18. Sembra una sciocchezza? non lo é, chiedere alla commessa di un negozio la propria taglia e sentirsi rispondere che "no, noi arriviamo solo fino alla 44" é deprimente e frustrante, molto più che guardare una playmate in lingerie e constatare che la natura con le sue gambe é stata più generosa che con le nostre, fa molto più male quella risposta, spesso acida, che le forme quasi perfette di una donna più fortunata di noi.