13/11/2009, ore 15:00
Anna8 lo archivia in donne, civilta, my blondeness

Giorni fa mentre cercavo informazioni per il post su Playboy e Hugh Hefner m'é capitato di leggere un breve post su un blog a me sconosciuto, di cui non ricordo molto se non il tono dei commenti al post sul creatore di PB. In particolare due commenti mi sono rimasti in mente, erano commenti di donne, sembravano sensati e ragionevoli, nemmeno troppo acidi o di parte, insomma commenti che da donna avrei dovuto condividere. Però qualcosa in quelle sagge parole non mi convinceva, ci ho pensato su e ho capito.
Il succo dei commenti era che il male di una rivista come PB e dei comportamenti di Hefner sarebbe, non solo lo svilimento della figura femminile ... etc, ma anche l'aver infilato nei cervelli maschili e femminili la convinzione che se vuoi piacere devi essere come le playmate. Quest'idea avrebbe quindi costretto milioni di donne alla dieta perenne, alla privazione di una delle cose belle della vita, il cibo, per inseguire una forma fisica perfetta irraggiungibile per la maggior parte di noi. Ci avrebbe rese insicure e frustrate, fragili e costantemente affamate.
Ho capito perché questa cosa che tutto sommato sembra sensata non mi si adattava, non funzionava per me, ho capito e immediatamente mi sono fatta i complimenti, mi sono sentita bene. Perché nonostante non sia sempre stato così, da anni mi piaccio così come sono, con le mie forme mediterranee, con la mia voglia di assaggiare tutto e godere del buon cibo, senza l'ansia da bilancia, perché ho capito che posso essere, se voglio, sexy o semplicemente bella anche se la mia taglia non é una 42, perché ho imparato cosa mi sta bene e cosa no, ho scoperto che anche chi porta taglie inferiori non sta bene con certi capi, questione di carenza di forme, ho imparato a volermi bene in sostanza. Forse nonostante le tante indecisioni, i tanti pensieri, sono semplicemente più sicura di me, quindi anche di come sono fuori.
Buona parte in questa maturazione mentale la giocano, dopo i propri neuroni, le persone di cui ci si circonda, sono stata fortunata in questo. Le amiche storiche sono quasi tutte più filiformi di me ma non sono sciocche e questo ha contato, i loro apprezzamenti per una mia mise particolarmente curata non sono mai mancati.
Disaster é il mio più grande ammiratore, ovviamente, minimizza i difetti pur vedendoli, mi sprona ad osare con buon gusto e monelleria quando serve. In sostanza é semplicemente un uomo intelligente che ama stare con una donna sveglia e sorridente, che ama il cibo e vino buono, che non si fa troppe turbe mentali ... lo so, questo genere di uomo é materiale difficile da trovare, l'ho detto che sono fortunata.
L'ambiente degli ultimi 14 mesi ha fatto il resto: in UK tanto per iniziare la taglia 46 non é, come accadeva spesso in Italia, l'ultima taglia disponibile, a volte assente, é una taglia di mezzo per donne normali, corrisponde a una 14 locale e i capi sono disponibili fino alla taglia 18. Sembra una sciocchezza? non lo é, chiedere alla commessa di un negozio la propria taglia e sentirsi rispondere che "no, noi arriviamo solo fino alla 44" é deprimente e frustrante, molto più che guardare una playmate in lingerie e constatare che la natura con le sue gambe é stata più generosa che con le nostre, fa molto più male quella risposta, spesso acida, che le forme quasi perfette di una donna più fortunata di noi.

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26/10/2009, ore 12:00
Anna8 lo archivia in amicizia, in due, my blondeness, idiot inside

Premessa 1_ mi pare di ricordare che esistano anche in Italia, nel dubbio specifico: qui in centro c'é un negozio che vende, saponette, profumi, oli essenziali ... fa parte di una catena di negozi, Lush il nome della catena. Impossibile non notarlo, l'olezzo nauseabondo si sente a 100 metri, anche in inverno con le porte chiuse. Se entri ti regalano un mal di testa.

Premessa 2_ per la serie "stranezze di noi due", per tradizione famigliare, in inverno mi capita spesso di avere in tasca una "castagna matta", di quelle che di solito vi cascano in testa mentre passeggiate in centro, in breve: i semi degli ippocastani. Qui abbiamo trovato solo castagne vere quindi da un paio di settimane ne tengo in tasca due, ci giocherello mentre tengo le mani al calduccio, ormai fa freschetto.


Il fatto.
Pomeriggio domenicale, giro in centro con Disaster. Si volta e mi vede compresa in un'espressione disgustata.

"Che succede?"

"Lush!" rispondo indicando il malefico negozio che aveva appena distrutto il mio setto nasale con i suoi infernali effluvi.

"Yash?"

"Ma no, Lush, il negozio!"

"Ah, mi pareva strano, mi chievo perché avresti dovuto pensare a Yash in questo momento."

Io, in uno di quei momenti di rara bellezza e fulgida intelligenza*, estraendo di tasca la manina con le due castagne:

"Mah, non so, forse perché sai che in tasca sto giocherellando con due mar(r)oni secchi?"

A volte mi faccio paura da sola.





*Yash perdonami ti prego, é stato involontario, é colpa del Disaster, come sempre, sappi che in verità ti voglio bene! sei il mio blogger preferito, lo sai , anche perché se avesse detto Schuck avrei fatto la stessa battuta.

Ehm, Schuck perdonami ti prego, é stato involontario, é colpa del Disaster, come sempre, sappi che in verità ti voglio bene! sei il mio blogger preferito, lo sai

Fermatemi.
 

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13/10/2009, ore 17:18
Anna8 lo archivia in my blondeness

Ve lo dico con una sola parola, due dai:

Paracetamolo
(tachipirina)
 
Colloquio
(di lavoro).

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05/10/2009, ore 23:52
Anna8 lo archivia in civilta, my blondeness

Sadicamente oggi ho fatto il temibilissimo cambio armadio. So che in Italia siete ancora tutti al calduccio in maniche corte, godetevelo, ma qui in terra inglese oggi c'erano 13 gradi, é necessario mettere la felpa, scarpe chiuse, la giaccia, le calze (se sei inglese queste ultime non sono obbligatorie), quindi tocca mettere via, non senza un velo di tristezza, le allegre e leggere cosette estive e riposizionare nei cassetti e nell'armadio cose un po' piu' calde.
Odio fare questa cosa, da sempre, ma avendo un armadio piccolissimo e quattro cassetti, in due (!) tocca farlo: nelle scatole-guardaroba le cose estive, nell'armadio le altre.
Per essere una donna credo di avere un guardaroba piuttosto limitato e non mi dispiace, é un fatto mentale, ecologico e razionale: non mi servono più vestiti di quelli che ho, al momento non ho occasioni che richiedono un guardaroba più fornito, non mi piace sprecare e adoro scoprire ogni anno che i vestiti dell'anno precedente mi stanno ancora bene.
Possiedo oltre un paio di pantaloni, tagli classici, che hanno più di 6 anni, ci credereste? Li metto ancora volentieri, sono comodi, ancora belli e portabilissimi. Perchè dovrei buttarli o perché dovrei averne altri identici o molto simili ma con un nome diverso sull'etichetta?

Mettendo via le cose estive ho scoperto felicemente di aver usato negli ultimi mesi tutte le cose che possiedo, senza annoiarmi, mescolando e sperimentando con cose che possiedo da anni e un paio di aggiunte davvero minori.
Sistemando le cose invernali ho ritrovato capi che amo e scoperto che gli ultimi acquisti sono state gonne e cose femminili in generale. Mi definirei molto soddisfatta.


Poi sono andata in centro e ho visto la gente impazzire per maglioni, pantaloni, camicie ... e mi son chiesta: lo scorso anno tutta questa gente girava nuda in autunno? oppure hanno dato tutto in beneficenza ai poveri?
Sarò strana io.

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28/08/2009, ore 17:26
Anna8 lo archivia in my blondeness

Scrivere la lista delle cose da comprare poi uscire di casa lasciandola sul tavolo della cucina.

C'e' da dire pero' che una volta sul posto mi ricordo tutto comunque.

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27/08/2009, ore 18:42
Anna8 lo archivia in my blondeness

Non chiedetemi il percorso mentale affrontato ma solo poco fa mentre lavavo gli spinaci, ho realizzato il motivo per cui il Cluedo si chiama cosi!

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26/08/2009, ore 18:57
Anna8 lo archivia in news, just for fun, so british, my blondeness

Restando in tema di inglesi e donne, Disaster mi segnala un articoletto BBC da sorridere, il link lo trovate sotto, vi faccio il riassunto.

Una trentenne inglese in vacanza in uno sperduto paesino francese entra all'"hotel de ville" pensando di poter prenotare una camera per la notte, prima di cercarre la "reception" si infila nel bagno. Quando ne esce trova l'"hotel" chiuso e dopo aver cercato di attirare l'attenzione accendendo e spegnendo luci, decide che altro non le resta che trascorrere la notte sulle sedie di quella che altro non e' che la sede del comune. La mattina dopo un passante nota il biglietto di aiuto che la furba aveva affisso ad una delle finestre e la pulzella viene liberata.

Commento del Disaster?
"Quanto scommettiamo che e' bionda?!"

Link BBC news

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27/06/2009, ore 10:55
Anna8 lo archivia in america, donne, just for fun, my blondeness

In onore a Farrah Fawcett ho deciso che questo week end assumo una pettinatura casuale, biondissima e del tutto anni 80.

Ha ragione Giulia: un sorriso abbacinante.



Un articolo sulla malattia e sul suo documentario.

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31/05/2009, ore 21:33
Anna8 lo archivia in natura, ormoni a vanvera, my blondeness

Fine settimana con ponte: il lago diventa meta dell'orda di turisti. Sempre ben accetti perché mediamente civili.
Oggi nel tardo pomeriggio cercando di ignorare la discreta folla, cammino sul lungolago sola soletta, fa fresco rispetto ai giorni scorsi, oggi il sole non s'é visto,  nei dintorni deve aver piovuto, il vento tira sostenuto. So cosa accade quando c'é questo tempo, accade che il lago diventa uno spettacolo della natura: cupo, di quel verdone quasi nero, onde cattive e sartie delle barche a tintinnare nei porti, l'odore di temporale che non arriverà.
I turisti si lamentano del vento fresco, di quanto é brutto il lago, di come é agitato e come sembra freddo, non sanno vedere oltre. Non vedono le montagne della costa veronese di fronte a loro, che oggi sembrano qui a due passi tanto il vento ha ripulito l'aria, non vedono quanto l'acqua sia limpida oltre che fredda, non sentono il profumo del lago, dell'acqua dolce, non precepiscono la potenza di quelle onde che sbattono sui pontili regalando uno speciale sottofondo musicale alla loro passeggiata, non vedono le boe di ormeggio ondeggiare quasi fossero bianche ballerine scoordinate, non memorizzano la bellezza della natura davanti a loro.

Meglio, ne resta di più per me che a testa alta me ne resto un po' ferma sul pontile, a un passo dall'acqua respirando ogni cosa.

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27/05/2009, ore 20:29

Son passata a salutare nonnaC, ospite di una casa di riposo, la trovo in buona forma mentale, il fisico é quel che é. E' felice di vedermi, parliamo un poco e beviamo un caffé, poi decidiamo di fare un giretto per il giardino della casa, spingo la sua sedia a rotelle tra un porticato e l'altro.
Un po' perché il paese é piccolo, un po' per colpa dell'attività di famiglia, un po' perché io ai vecchietti sto sempre simpatica, ci fermiamo a salutare tutti gli altri ospiti e i loro parenti. Vengo invariabilmente presentata come la "nipote che vive in Inghilterra", fatto che tra gli ottuagenari ha ancora il suo fascino e scatena osservazioni e domande più intelligenti della media:

"Gli inglesi sono cordiali con gli italiani?" (interessante domanda, di solito l'affermazione che mi sento rivolgere é che "son freddi!")

"Si trova bene?" (al posto di: "pero' si mangia male!")

"Allora adesso l'inglese lo parla come il dialetto!" (magari!)

"Fa caldo anche lassu?" (a differenza del solito: "e certo che piove sempre!")

Non male considerando l'età media.
Ci fermiamo ad un tavolo a parlare con il gruppo di ospiti più famigliari, un'anziana in un momento di assenza mentale indicando un volatile tra le rose del giardino mi dice:

"Dai, vai a prendermi il merlo, quello là!"

Mi volto a guardare il merlo cercando tra i neuroni qualcosa di intelligente da dire e mi accorgo che il merlo in realtà é una merla:

"Non posso, non son capace, poi quella é una merla!"

Un'altro ospite decisamente più sveglio, si volta, controlla il volatile e rivolgendosi al resto del gruppo misto:

"Ha ragione la signorina, é una merla ... se ne intende di uccelli eh biricchina!"

Va a fidarti dei vecchietti!

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