31/08/2009, ore 19:36
Anna8 lo archivia in figurine, so british, casa blu, idiot inside

Dopo un anno di permanenza in questa casetta blu abbiamo scoperto una piccola cosa, piccola ma importante. Andiamo con ordine, mettetevi comodi.

Venerdi sera prima di accingermi a cucinare secondo abitudine chiudo la porta che divide la cucina/soggiorno dal disimpegno e chiudo anche la porta della camera, non amo dormire con il profumo dell'arrosto e nemmeno che i vestiti puliti odorino di peperonata, per dire. Allegramente Disaster and me cuciniamo qualcosa di molto buono e lo mangiamo annaffiato da ottimo vino rosso. Satolli decidiamo di vederci un film a continuazione di una serata soddisfacente.
Dopo essermi lavata le mani decido che hanno bisogno di un po' di crema, e' in camera, vado a prenderla ... la porta della camera non si apre! Non si apre davvero, e' ... chiusa  ... a chiave!

Avete presente quellle maniglie rotonde, con il pomolo? le porte di questa casa montano quel tipo di maniglia e, mai ce ne eravamo resi conto, la porta della camera monta inspiegabilmente il modello con serratura. Il lato che si affaccia sul disimpegno e' il lato in cui inserire la chiave, il lato interno camera e' invece dotato di quella specie di pirletto da ruotare qualora si voglia chiudere la porta a chiave dall'interno. E chi l'aveva mai notato quel pirletto?
Realizziamo in un attimo che per errore uno di noi ha girato il pirletto, a porta a aperta, senza accorgersene poi io ho chiuso la porta e voila'! eccoci chiusi fuori dalla nostra stessa camera.

Attacco di panico mio.

Presa coscienza della situazione da parte di Disaster.

Tutti i nostri vestiti sono chiusi a chiave in camera, insieme alle chiavi della macchina e soprattutto insieme al nostro letto!
Cosa fare? Disperarsi non serve, giusto?
Bene.
Si fa per dire.

Verifichiamo che tra le chiavi di casa dateci dall'agenzia non ci sia per caso la chiave di quella porta, non c'e'.
Bene, no male, malissimo!

Osserviamo che la porta rivela i segni di un precedente episodio di scassinatura, c'e' di che consolarsi, qualcuno ha avuto prima di noi lo stesso identico problema.
Bene, no male, cavolo!

Giuro su me stessa che non chiudero'  mai piu' una porta senza verificare, forse non chiudero' mai piu' una porta.
Controlliamo on line quanti metodi esistono per aprire una porta senza averne la chiave. Non credereste quanti ce ne sono, esiste una non troppo piccola comunita' di appassionati ladri fai da te. Forse e' una cosa preoccupante ma al momento non ho il neurone sufficientemente lucido per realizzare la cosa.
Proviamo vari medoti, forcine, mollette, limette e scopriamo che l'unico metodo applicabile al nostro tipo di serratura e' il classico pezzo di plastica, tipo carta di credito, fatto scorrere tra la porta e l'investitura della stessa. Ci proviamo con tutti i tipi di plastica presenti in casa, carte di credito comprese, sacrifico la tessera della piscina italiana che nemmeno sapevo di avere, sventriamo ogni barattolo che sembra essere utile allo scasso.
Niente da fare.
Male, malissimo.

Prima che sia troppo tardi mi faccio coraggio e vestita di una sottoveste in cotone a costine, grigia, con bordi in pizzo bianco (uno stile in qualche modo western) busso alla porta del vicino che piu' degli altri ci sembra poter avere la faccia da scassinatore di porte. Nel senso buono ecco ...
Perche' non va Disaster? beh non sapete come era "vestito" lui! Fortunatamente poco dopo realizzo che tra le cose da lavare nel cesto in bagno c'e' un paio di suoi jeans, non puliti ma meglio che stare in boxer e t-shirt immagino.
Dicevo? ah si', il vicino apre subito alla porta, quindi non stava facendo sesso con la compagna, me ne compiaccio, mi sarebbe dispiaciuto parecchio interrompere! Chiedendo scusa come prima cosa spiego la situazione assurda, scende a dare un'occhiata e arriva alle nostre stesse conclusioni, senza pero' risultati positivi. Ringraziamo e lo lasciamo ritornare alle sue ben piu' interessanti attivita'.

Dopo molti altri tentativi e vari santi scesi contro la propria volonta' dal calendario arriviamo alla conclusione che le possibilita' si riducono a due:
- dare una spallata alla porta, dormire nel letto, pagare la riparazione/sostituzione della porta
- dormire su divano/moquette, non fare danni alla casa e aspettare domani mattina per chiamare la manutenzione. Sperando che la manutenzione lavori di sabato mattina!

Scegliamo di lasciare un messaggio alla segreteria della manutenzione e "dormiamo" in soggiorno.
Una notte che definirei indimenticabile, per cosi dire e sui cui dettagli sorvolerei.

Alle nove in punto mentre noi cerchiamo di consolarci con croissant e caffe', la manutenzione chiama, rispiego la situazione, sentendomi un po' pirla:

A: "Come le  dicevo nel messaggio, ci siamo chiusi fuori dalla camera e non abbiamo la chiave di quella porta."

M: "Se non avete la chiave come vi siete chiusi fuori?"

Segue spiegazione sul tipo di maniglia. Mi informa che chiamera' l'uomo delle serrature (ex ladro?) e ci fa contattare da lui.

L'Uomo delle Serrature chiama:

US: "Salve, avete dei problemi con una porta? a che ora ci sara' qualcuno in casa per venire a sistemarla?"

A: "Veramente siamo chiusi fuori dalla camera da letto da ieri sera, i nostri vestiti sono chiusi a chiave, quindi mi creda non ci muoveremo, venga quando vuole!"

US (perplesso, britannicamente indeciso se ridere o no): "Ah, capisco, ok, tra massimo un'ora sono li."

Arriva in anticipo e in circa 25 secondi netti con un pezzo di plastica rigida apre la porta, evviva!

Credetemi, rivedere la nostra piccolissima camera da letto e' stata un'emozione indimenticabile, la notte poi dormire di nuovo nel nostro letto un piacere paradisiaco.


Il resto del week end tutto magnificamente, grazie, compresa l'uscita in barca a vela con vento a raffiche e i lamponi raccolti personalmente dal campo del contadino.


PS l'uomo delle serrature e' stato istruito dalla manutenzione di rompere quella serratura in modo che nessuno si possa mai piu' chiudere dentro. L'avevo detto che era gia' successo.

Permalink * commenti (13) * commenti (13)(popup)





27/05/2009, ore 20:29

Son passata a salutare nonnaC, ospite di una casa di riposo, la trovo in buona forma mentale, il fisico é quel che é. E' felice di vedermi, parliamo un poco e beviamo un caffé, poi decidiamo di fare un giretto per il giardino della casa, spingo la sua sedia a rotelle tra un porticato e l'altro.
Un po' perché il paese é piccolo, un po' per colpa dell'attività di famiglia, un po' perché io ai vecchietti sto sempre simpatica, ci fermiamo a salutare tutti gli altri ospiti e i loro parenti. Vengo invariabilmente presentata come la "nipote che vive in Inghilterra", fatto che tra gli ottuagenari ha ancora il suo fascino e scatena osservazioni e domande più intelligenti della media:

"Gli inglesi sono cordiali con gli italiani?" (interessante domanda, di solito l'affermazione che mi sento rivolgere é che "son freddi!")

"Si trova bene?" (al posto di: "pero' si mangia male!")

"Allora adesso l'inglese lo parla come il dialetto!" (magari!)

"Fa caldo anche lassu?" (a differenza del solito: "e certo che piove sempre!")

Non male considerando l'età media.
Ci fermiamo ad un tavolo a parlare con il gruppo di ospiti più famigliari, un'anziana in un momento di assenza mentale indicando un volatile tra le rose del giardino mi dice:

"Dai, vai a prendermi il merlo, quello là!"

Mi volto a guardare il merlo cercando tra i neuroni qualcosa di intelligente da dire e mi accorgo che il merlo in realtà é una merla:

"Non posso, non son capace, poi quella é una merla!"

Un'altro ospite decisamente più sveglio, si volta, controlla il volatile e rivolgendosi al resto del gruppo misto:

"Ha ragione la signorina, é una merla ... se ne intende di uccelli eh biricchina!"

Va a fidarti dei vecchietti!

Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)





02/04/2009, ore 15:11
Anna8 lo archivia in figurine, italioti

A volte sembra proprio uno di quegli sfigati stronxi che ci son sempre alle feste, per esempio alle feste tra adolescenti, uno di quelli che nessuno si fila perche' tutti trovano irritante e noioso. Quello che cerca di imbucarsi nelle conversazioni di ogni gruppetto sorridendo a vanvera e chiedendo numeri di telefono a tutti. E gli altri si chiedono: "ma chi cacchio e' quello?"

Altre volte sembra uno di quei mezzi maniaci innocui che passano il loro tempo a farsi fotografare con le celebrita', per il gusto di poter mostrare le fotografie agli amici, amici che lo tollerano e lo compatiscono perche' e' ricco e ha la casa con la piscina.

Altre volte ancora sembra uno di quelli che, invitato in casa altrui, si comporta come se tutto fosse di sua proprieta', agitandosi per attirare l'attenzione dei presenti, urlando senza senso e facendo il buffone, finche' arriva la padrona di casa e lo caccia a pedate.

Se la padrona di casa e' la Regina tutto questo assume contorni di una tristezza irraggiungibile da chiunque altro.

Permalink * commenti (15) * commenti (15)(popup)





25/03/2009, ore 20:29
Anna8 lo archivia in click, figurine, my blondeness

Seguitemi perche' riderete, di me.

La libreria del meraviglioso campus post-atomico che mi capita di frequentare e' piuttosto grande, tre bei piani di libri. Se volete avere un'idea del perchè lo definisco post-atomico questo e' il posto.
Per andare da un piano all'altro ci sono gli ascensori oppure una scalinata, ogni piano e' connesso al piano successivo da due rampe di scale, tra la prima rampa e la seconda ci sono i bagni. I bagni sono tutti uguali essendo uno sopra l'altro.
Tra il piano 0 e il piano 1 c'e' il bagno delle ragazze, tra il piano 1 e il piano 2 c'e' un secondo bagno donne, tra il piano 2 e il piano 3 c'e' il bagno degli ometti.
Tutto chiaro? Non e' essenziale, seguitemi.

Ieri pomeriggio prima di uscire per una pausa caffe' decido di fare un breve pit stop al bagno. Scendo la prima rampa di scale ed entro, ci sono due cubicoli entrambi vuoti, ne scelgo uno, chiudo la porta dietro di me e noto che qualcuno ha tolto l'avviso per un posto letto disponibile in una casa di ragazze, penso: "Bene han gia' trovato il rimpiazzo!"
Nel mentre qualcuno entra nel cubicolo di fianco e fa quel che deve fare ... mi accorgo che entrando pero' la sciroccata non ha chiuso la porta dietro di se', in pratica sta facendo pipi' con la porta del suo cubicolo aperta! Dopo un secondo qualcun'altro entra nei bagni e gli suona il cellulare, risponde, parole in cinese, una voce maschile .. un attimo, maschile!?!
In un nanosecondo realizzo che:
- in questo bagno non ci sono i cestini dove buttare gli assorbenti (inzialmente ho giustificato la cosa avendo visto il carrello delle pulizie fuori dal bagno, la signora li stara' vuotando)
- in questo bagno non c'e' il cartello che invita le ragazze a buttare qualsiasi cosa nel cestino e non nel w.c.
- il tipo che ha fatto pipi' senza chiudere la porta era chiaramente un ragazzo che espletando le sue funzioni in piedi e di schiena non ha necessita' di chiudere
- oggi ero al terzo piano e non al secondo, quindi questo e' il bagno dei ragazzi!!!

PANICO e RISATE!

Permalink * commenti (9) * commenti (9)(popup)





11/02/2009, ore 12:08
Anna8 lo archivia in viaggio, figurine, in due

Premessa per coloro che, giustamente, non conoscono a memoria la mappa delle stazioni metro/ferrovie di Londra: la stazione da cui partono gli Eurostar (per Parigi e.g.) è St.Pancras* ed é collegata a quella ben più nota di King'sCross da una serie di sottopassi, visto che le stazioni sono su due lati opposti della stessa strada.
La metropolitana londinese ha una fermata unica King'sCross-St.Pancras, ovviamente.
I treni che partono da Londra per Norwich invece partono dalla stazione di LiverpoolStreet.
Le stazioni King'sCross-St.Pancras e LiverpoolStreet sono collegate da tre linee metropolitane


Lunedì notte il Disaster ed io scendiamo dall'Eurostar proveniente da Parigi e ci dirigiamo alle casse per l'acquisto dei biglietti della metro per andare da S.Pancras dove ci troviamo, a LiverpoolStreet dove dobbiamo prendere il treno per Norwich.
Disaster chiede due single tickets, la cassiera per scrupolo anti-idioti, chiede dove dobbiamo andare, Disaster mi guarda interrogativo, ancora sotto i fumi di Parigi, io apro bocca e mi esce senza filtro: "King'sCross".
La cassiera ci guarda attonita come volesse dirci:

"Mi state prendendo per il cu_o o davvero non sapete che é dall'altra parte della strada?"

Il Disaster mi guarda sconvolto, tre secondi di pausa e poi in coro riusciamo a dire:

"LiverpoolStreet, please".

Dopo aver pagato e ringraziato, ridendo come due cretini ci dirigiamo verso la metro e riusciamo a non perderci.

Secondo me era freudiano, la mia mente da bionda voleva essere ancora al viaggio di andata e ricominciare tutto da capo.


*St.Pancras é una vecchia stazione ristrutturata per ospitare appositamente partenze/arrivi degli Eurostar, una ristrutturazione perfettamente riuscita, la stazione é davvero bella, calda, accogliente, moderna e funzionale.

Permalink * commenti * commenti (popup)





13/12/2008, ore 16:46
Anna8 lo archivia in civilta, figurine, so british, my blondeness

Non che debba interessarvi ma ho appena fatto conoscenza con uno dei vicini di casa, "Duffy o John as you prefer" (???). Lo stesso che giorni fa applaudiva divertito e sincero dopo aver assistito  alla mia manovra di parcheggio nel cortile comune. Beh, la manovra era delicata perche' incastrarsi nel cortile con l'inutilmente lunga macchina che ci troviamo al momento  non era facilissimo e soprattutto perche' una delle due macchine tra cui mi inserivo era la sua.
Un minuto fa bussano alla porta, scavalcando i pacchetti e gli scatoloni nel corridoio spio e vedendo un viso noto, apro.

Duffy _in tenuta da lavoro fluo_"Ciao, tutto bene?"

Io _perplessa_"Si' .. grazie..."

Duffy _sorridendo_"Hai lasciato le chiavi nella porta, mi ero preoccupato, tutto bene?"

Io_espressione blond in and outside_ "Oh! grazie mille! si tutto perfetto."

Duffy_"Comunque io sono Duffy, voi?"

E qui realizzo di aver appena violato la regola base delle conversazioni inglesi, presentarsi miseriaccia,  presentarsi! soprattutto se ti hanno appena fatto un favore grosso, presentarsi, sempre! che vergogna! ero così impegnata a darmi dell'idiota che l'ho dimenticato, shame on me!

Io_"Io sono Anna e il mio ragazzo e' il Disaster, nice to meet you (stretta di mano). Sei stato molto gentile, grazie davvero"

Ci salutiamo e lui esce sotto la pioggia orizzontale e il vento furibondo mentre io chiudo la porta pensando che spero di aver rimediato alla cafonaggine con il sorriso e che avro' altre occasioni per farmi perdonare.
Per adesso questo popolo non manca occasioni per confermare quello che di loro penso e son cose belle.

Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)





20/11/2008, ore 12:47
Anna8 lo archivia in storie, amicizia, civilta, figurine, so british

E' così bella questa storia che ve la devo raccontare, e' una storia d'amicizia profonda, di fedelta' e fede. Abbiate pazienza e leggetela quando avete tempo.
E' così bizzarra che ... voi credetemi, comunque metto le fonti a fine post e potete verificare di persona.


Ve lo ricordate Tony Blair? ex-primo ministro britannico, il piu' giovane primo ministro britannico della storia se non sbaglio.
Circa un anno fa, ha deciso di convertirsi al cattolicesimo dopo aver vissuto una vita da anglicano.
Niente di male in questo, il proprio credo, la fede e' quanto di piu' privato esista nella vita di una persona. Quindi evitiamo di riportare le polemiche locali seguite a questo fatto e riportiamo che alcuni mesi prima della sua annunciata conversione, Tony Blair incontra il Pontefice a Roma.
Visita di Stato e chiacchiere varie, tutto nella norma. Tra le chiacchiere si parla di futuri santi, in particolare di un certo Cardinale Newman (1810-1890): dopo una vita da anglicano dedicata agli studi religiosi, Newman decide di convertisi al cattolicesimo e diventa una figura eminente per la comunita' cattolica inglese.
Nel 1991 Newman viene dichiarato Venerabile dalla Congregazione per le cause dei Santi, il primo passo verso la via della santificazione.
Nel 1995 accade il primo miracolo per mano del Cardinale Newman, nel lontano Massachusetts; la via della santificazione è ormai percorribile.
La coppia Tony e Cherie Blair, in quel di Roma, a quanto pare spende parole a favore di questa santificazione, legittimo direi.

Facciamo un passo indietro nella vita del Cardinale. Pare che durante la sua vita dedicata a profondi e stimati studi religiosi il Cardinale Newman abbia condiviso vita, interessi, parole, ricerche, fede e casa con Ambrose St. John (1815-1875), altro curato anglicano convertito al cattolicesimo. Un'amicizia, un legame che nessuno si permette di mettere in dubbio, io meno di altri, mi permetto solo di registrarla, erano amici, felici di condividere interessi molto profondi e sincera fede. Cresciuti in una di queste scuole religiose riservate a uomini, presi nei loro studi. Non dubito della buona fede della loro amicizia, una condivisione di vita, una bella cosa.
Vi faccio notare che il Cardinale Newman e' morto parecchi anni dopo Ambrose St. John e riporto le esatte parole espresse da Newman in occasione della morte dell'amico:
"I have ever thought no bereavement was equal to that of a husband's or a wife's, but I feel it difficult to believe that any can be greater, or any one's sorrow greater, than mine."
Traduco imprecisamente forse:
"Ho sempre pensato che nessun lutto potesse essere uguale a quello di un marito o di una moglie, ma trovo difficile credere che possa essere piu' grande, o piu' dolorosamente grande, del mio."
Sono delle belle parole, vero? Era sincera e profonda tristezza per la perdita.

Avvicinandosi alla propria fine il Cardinale Newman insitette con forza per essere seppellito insieme all'amico di una vita. Così avvenne.
Inseparabili nella vita e dopo la morte la loro pietra tombale comune riporta la frase:
"Ex umbris et imaginibus in veritatem".
"Out of shadows and phantasms into the truth".
"Oltre le ombre e i fantasmi, verso la verita'".

La trovate anche voi una storia di profonda e sincera amicizia? Bene, seguitemi.
In Agosto 2008 in Vaticano lavorano per la santificazione del Cardinale e, realizzata la situazione, fanno due calcoli e decidono che, dopo le loro stesse prese di posizione sull'omosessualita', questa tomba comune non poteva essere la tomba di un Santo, avrebbe sollevato polemiche su quell'amicizia, quell'amore reciproco, probabilmente del tutto casto.
Verrebbe da dire che i problemi se li creano da soli giudicando l'omosessualita' come un disordine fisiologico e mentale da combattere, ma sorvoliamo.
Che fanno dunque? Decidono di esumare la salma del Cardinale Newman per trasportarla altrove, in un posto piu' adeguato e separarla dalla salma dell'amico, violando così gli ultimi desideri di due eminenti religiosi, oltre che "semplici" persone.
La tomba e' stata aperta all'inizio di Ottobre 2008 ed e' stata trovata vuota!
Cucu'!
Scherzetto!
Nessun resto umano, niente di niente, nemmeno un capello, soltanto questa targa.

A quanto sembra il Cardinale Newman si fece seppellire in una bara di legno, presumibilmente insieme all'amico gia' defunto da tempo. Il luogo di sepoltura pare essere parecchio umido, 100 e passa anni di umidita' si sa cosa provocano a legno e altri composti del carbonio, per esempio salme umane. Le ceneri  dei due religiosi, dei due amici, sono finite decomposte, mescolate per sempre, insieme oltre le ombre e i fantasmi, verso la verita'.
Secondo i loro desideri.



Grazie a MoD per la segnalazione.

Fonti:
http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/7157409.stm
http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/6232600.stm
http://en.wikipedia.org/wiki/Cardinal_Newman
http://en.wikipedia.org/wiki/Ambrose_St_John
http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2008/08/exhuming-newm-1.html
http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2008/08/exhuming-newman.html
http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2008/10/the-last-laugh.html


Permalink * commenti * commenti (popup)





23/10/2008, ore 14:05
Anna8 lo archivia in figurine, in due

Iniziamo così il nostro album delle figurine (di c__ca) inglesi 2008/2009.
Interno giorno, supermercato di zona, MoD and me alla ricerca di alcune cose fondamentali per la cucina sana con cui ci nutriamo. Ci imbattiamo nella corsia degli alimenti speciali, tra questi troviamo una sezione di prodotti in scatola Kosher, riservati dunque ad ebrei strettamente osservanti. Nessuno di noi due lo è, ma in virtù di una vecchia storia divertente iniziamo a controllare quanti e quali prodotti sono preparati con tale tecnica, per mera curiosità, senza alcuna motivo sarcastico, solo perché certe volte siamo proprio scemi e perché ci avanzava del tempo.
Siamo lì nel mezzo della corsia che ci diciamo in italiano: "Ma dai questo è kosher e questo invece no..."  quando una sorridente impiegata de supermercato si avvicina e ci dice:
"Hi, ho cercato anche io per giorni prima di trovare questa corsia di prodotti kosher, mi sembrava strano non ci fossero! Venite da Israele? Perchè se sì potremmo parlare in ebraico..."
Noi due, facce da figurina in volto, rispondiamo educatamente che no, non siamo israeliani e poi restiamo silenti per evitare di aggravare al situazione, la gentile signora ci informa allora su alcune promozioni del supermercato e ci saluta andandosene. Sospiro di sollievo:
"Certo noi due si dovrebbe fare meno i pirla ad alta voce quando s'è in giro eh! Ci mancava solo di incontrare la commessa ebrea!"

Voi non ci crederete ma da quel giorno la gentile signora ogni volta che mi vede mi saluta sorridendo calorosamente. Ora il problema è cercare di frequentare quel supermercato senza farle capire che ebrei non siamo, non per altro: detesterei pensasse che stessimo prendendo in giro una tradizione religiosa.
In ogni caso la prima figurina di palta è fatta, appiccichiamola al nostro album inglese e non se ne parli più.

Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)