Non credevo avrei mai scritto un post simile, ma se c'e' una cosa che mi manda in bestia e' l'ipocrisia, soprattutto quando e' chiaramente bavosa.
Non so come la pensiate riguardo Playboy e il suo proprietario/inventore Hugh Hefner. Io penso che il giornale pubblichi molto spesso delle foto di una qualita' impressionante, lo ha sempre fatto, ben prima dell'avvento di photoshop, quindi suppongo selezioni piuttosto bene modelle e fotografi soprattutto.
Pur non essendo omosessuale vedo e riconosco la bellezza di un corpo femminile, molto più di quanto si possa fare davanti a un nudo maschile, scusate. Posso guardare un nudo femminile senza avere pensieri peccaminosi o magari sì, in questo stesso modo posso guardare una foto su playboy o un quadro, a volte sono solo opere d'arte.
Non nascondo dietro la questione "nudo artistico" il fatto che il giornale di Hefner sia un prodotto pornografico, ma onestamente spesso m'e' capitato di trovarlo meno offensivo di certe scelte politiche o di certi spot pubblicitari regolarmente in onda a tutte le ore. Non credo sia la nudita' a rendere pornografico un oggetto. Senza contare il fatto che mediamente su playboy non ci sono fotografie dai particolare ginecologici, imbarazzanti piu' che altro. Come lo so? Perche' m'e' capitato di comprarne personalmente, senza alcuna vergogna, un paio di edizioni speciali, regali per Disaster, per noi due. Edizioni patinate, foto straordinarie per soggetti e ambientazioni. Insieme le abbiamo sfogliate monelli e strabiliati da tanta attenzione al dettaglio fotografico.
Playboy e' quello che e': una rivista per adulti molto ben fatta, che spesso riporta tra un nudo e l'altro anche articoli interessanti. Negli anni vi hanno scritto gente come Wodehouse, Nabokov, Fleming ... sono stati intervistati per PB personaggi come Orson Welles, Stephen Hawkins, Salvador Dalì, Steve Jobs ... il romanzo
Fahrenheit 451 é stato pubblicato per la prima volta, a capitoli, su Playboy.
Perché tutto questo discorso? perchè tempo fa ho letto
questo commento su un blog del Corsera e mi con cascati perfino gli attributi che non ho. Lo spunto per il commento é l'uscita di due libri, uno fotografico che raccoglie tutti i paginoni centrali di PB e una biografia di Hugh Hefner.
Cosa fa un giornalista che vuole scrivere a proposito di due libri? li legge? ma no! commenta/copiaincolla (?) il commento che ne fa un'altra persona. Sembrano le recensioni cinematografiche preventive che faceva (fa?) l'Avvenire su certi film.
Tutto il pezzo é pieno di bavosa ipocrisia, a partire dalla confessione che l'autore no, non comprava PB, se non raramente, ma guardava concupiscente (sbavando?) le copie acquistate dagli amici. Se non l'avesse scritto ci avrebbe fatto migliore figura, é come dire: mi piaceva da morire, anche se sto per scriverne peste e corna. Oppure: insomma capita di scivolare, ma stai tranquilla signora che leggi, sono una brava persona, io le donne nude non le compro.
Sorvolo sul commento alla filosofia di vita di Hefner, mi sa che l'invidia é parecchia e pur non condividendo tutte le scelte dell'ottantenne più sorridente del mondo, son convinta che siano altre le cose che fanno male alle donne.
Solo per darvi un'idea di come sia costruito il pezzo, si legge che:
"presto sposo e padre di due figli, Hefner rimase traumatizzato quando seppe che la moglie Mildred, che gli si era negata prima del matrimonio, aveva tuttavia avuto rapporti sessuali con altri. Quell'atto d'infedeltà femminile, pare, fu determinante."
A parte il fatto che sapersi cornuti e mazziati non fa piacere a nessuno, questa cosa sembra messa in modo tale da far pensare una cosa che non é, infatti la storia é un po' diversa: la moglie poco prima delle nozze confessò a Hefner di averlo tradito mentre lui era giornalista militare tra il 1944 e il 1946, durante il servizio militare. Suona un po' diverso secondo me,
come racconti le cose conta. E sempre perché il modo in cui presenti le notizie conta, direi che scrivere peste e corna di qualcuno, della sua filosofia di vita, delle sue scelte personali, raccontarci di quanto male ha fatto e di come ha denigrato la figura femminile e di quanto maschilista sia e poi farcire il pezzo con le stesse foto contro cui ti sei appena scagliato, beh ecco, é un tantino ipocrita, giusto un filino.
Tanto per darvi solo due notizie che il pezzo non riporta:
- Playboy é un ambiente così maschilista e Hefner un tale mostro che per anni, dal 1988, l'amministratore delegato del magazine é stata Christie Hefner, la figlia, ritiratasi all'inizio di quest'anno per dedicarsi a "charitable works".
- nel 1955, dopo che Esquire l'aveva rifiutato, Playboy pubblicò un racconto di
C. Beaumont in cui, in un mondo dove l'omosessualità era la norma, un uomo eterosessuale viene perseguitato. Hefner alle critiche che seguirono la pubblicazione rispose:
"If it was wrong to persecute heterosexuals in a homosexual society then the reverse was wrong, too."
Inutile dire che Hefner é divenuto nel tempo un'icona dei diritti gay, nemmeno tanto ironicamente.