15/11/2009, ore 19:39
Anna8 lo archivia in family life, civilta, in due, cucina-sapori-odori

Ci sono cose che stiamo perdendo per strada, a volte é colpa nostra, a volte c'é poco da fare, non ci sono alternative, ma é sempre un peccato.

Riflettevamo ieri sera Disaster e io di queste piccole cose belle che si perdono a favore della globalizzazione, grazie anche alla stupidità umana, lo facevamo dopo una cena che definirei sublime. So che sono di parte e quindi forse non vale, voi credetemi lo stesso.
Dall'ultimo week end italico infatti sono tornata in UK con un piccolo tesoro in valigia, un insaccato prodotto artigianalmente dal papyL, una prelibatezza che una volta cotta con molta pazienza, accompagnata da puré e piccole lenticchie scure s'é dimostrata essere una delizia senza paragoni, un boccone dopo l'altro sciolti in bocca. Prima l'odore delle spezie sale dal piatto e colma le narici, poi la consistenza morbida e gelatinosa sotto la forchetta. In bocca la prima cosa che senti arrivare é il calore, poi il sapore intenso e l'equilibrio perfetto di diversi tipi di carne tutti appartenenti a quel grande animale che é il maiale. Il tutto si scioglie soffice e leggermente appiccicoso, vellutato raggiunge ogni papilla, riempiendo di soddisfazione infinita il proprio essere. Un piacere che definisco fisico e totale, appagante.
Esagero? No. E' orgoglio? forse, ma giustificato.


Dopo tanto godere ci siamo soffermati tristemente a realizzare che quella di ieri sera é stata una delle ultime occasioni in cui abbiamo avuto la fortuna di assaporare tanta bontà. PapyL ha infatti deciso di chiudere a fine anno la sua attività per sopraggiunti limiti di età, pensionato da anni, stanco di un lavoro di soddisfazione ma duro sotto tutti i punti di vista, ha deciso con mammaG che é arrivato il tempo di riposare e godersi il suo tempo. Fanno bene, é una decisione che appoggio al 100%. Il punto é che nessuno vuole sostituirlo, famigliare o non, nessuno subentrerà nella sua attività che non ha risentito della crisi.
I motivi sono tanti, il fondamentale: nessuno ha fiducia in un piccolo negozio quando pensa ai sempre più presenti centri commerciali e supermercati, nemmeno in un paesino come quello che mi ha visto nascere. Nessuno crede di potercela fare e io lo capisco. Perché gli ipermercati stanno uccidendo (hanno ucciso?) i centri storici e i piccoli negozi, quelli in cui entri e chi ti serve sa cosa vuoi, oppure lo impara negli anni, quelli in cui puoi chiedere un bicchiere di acqua perché t'é venuta sete improvvisa e non te la fanno pagare, quelli in cui nessuno si sconvolge se chiedi di poter usare il bagno del personale perché  il tuo bambino ha un'emergenza, quelli in cui se ti capita di uscire sbadatamente senza soldi puoi lasciare il debito e pagare la volta successiva, senza leasing e interessi, quelli in cui ti chiamano per nome se capiscono che lo possono fare,  quelli che se sei una vecchina  poco in salute ti fanno per anni le consegne a domicilio senza aggiungere un solo centesimo, infine sono quei negozi che a distanza di quaranta, cinquant'anni lasciano ricordi indelebili e sono bei ricordi.
Questi posti muoiono per stupidità, perché abbiamo perso il senso del tempo, perché dobbiamo lavorare 9 ore al giorno se no siamo considerati degli scansafatiche, perché lavorare 9 ore certe volte é necessario per vivere,  e quindi andiamo dove tengono aperto quasi 24h/24. Perché al supermercato troviamo tutto in una sola volta, fa niente se tante volte la qualità é infima e se ci mettiamo il triplo perdendoci tra le corsie. Poi perché i negozi  non hanno il parcheggio vicino, non importa però se all'iper parcheggiamo a centinaia di metri dall'ingresso o tre piani sotto. Perché ai super non dobbiamo aspettare il nostro turno, alle casse/banco salumi/formaggi non facciamo la coda forse?
Non nascondo che metà della colpa é di tanti commercianti approfittatori, poco appassionati e maleducati, la stupidità umana insomma, ne conosco più di uno, la categoria non é fatta di santi.
La tristezza resta comunque perché per colpa di questi e di tante altre complicate motivazioni i piccoli negozi davvero dedicati al cliente spariscono senza tornare e tutti ci perdiamo qualcosa, qualcosa che non riavremo.

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13/11/2009, ore 15:00
Anna8 lo archivia in donne, civilta, my blondeness

Giorni fa mentre cercavo informazioni per il post su Playboy e Hugh Hefner m'é capitato di leggere un breve post su un blog a me sconosciuto, di cui non ricordo molto se non il tono dei commenti al post sul creatore di PB. In particolare due commenti mi sono rimasti in mente, erano commenti di donne, sembravano sensati e ragionevoli, nemmeno troppo acidi o di parte, insomma commenti che da donna avrei dovuto condividere. Però qualcosa in quelle sagge parole non mi convinceva, ci ho pensato su e ho capito.
Il succo dei commenti era che il male di una rivista come PB e dei comportamenti di Hefner sarebbe, non solo lo svilimento della figura femminile ... etc, ma anche l'aver infilato nei cervelli maschili e femminili la convinzione che se vuoi piacere devi essere come le playmate. Quest'idea avrebbe quindi costretto milioni di donne alla dieta perenne, alla privazione di una delle cose belle della vita, il cibo, per inseguire una forma fisica perfetta irraggiungibile per la maggior parte di noi. Ci avrebbe rese insicure e frustrate, fragili e costantemente affamate.
Ho capito perché questa cosa che tutto sommato sembra sensata non mi si adattava, non funzionava per me, ho capito e immediatamente mi sono fatta i complimenti, mi sono sentita bene. Perché nonostante non sia sempre stato così, da anni mi piaccio così come sono, con le mie forme mediterranee, con la mia voglia di assaggiare tutto e godere del buon cibo, senza l'ansia da bilancia, perché ho capito che posso essere, se voglio, sexy o semplicemente bella anche se la mia taglia non é una 42, perché ho imparato cosa mi sta bene e cosa no, ho scoperto che anche chi porta taglie inferiori non sta bene con certi capi, questione di carenza di forme, ho imparato a volermi bene in sostanza. Forse nonostante le tante indecisioni, i tanti pensieri, sono semplicemente più sicura di me, quindi anche di come sono fuori.
Buona parte in questa maturazione mentale la giocano, dopo i propri neuroni, le persone di cui ci si circonda, sono stata fortunata in questo. Le amiche storiche sono quasi tutte più filiformi di me ma non sono sciocche e questo ha contato, i loro apprezzamenti per una mia mise particolarmente curata non sono mai mancati.
Disaster é il mio più grande ammiratore, ovviamente, minimizza i difetti pur vedendoli, mi sprona ad osare con buon gusto e monelleria quando serve. In sostanza é semplicemente un uomo intelligente che ama stare con una donna sveglia e sorridente, che ama il cibo e vino buono, che non si fa troppe turbe mentali ... lo so, questo genere di uomo é materiale difficile da trovare, l'ho detto che sono fortunata.
L'ambiente degli ultimi 14 mesi ha fatto il resto: in UK tanto per iniziare la taglia 46 non é, come accadeva spesso in Italia, l'ultima taglia disponibile, a volte assente, é una taglia di mezzo per donne normali, corrisponde a una 14 locale e i capi sono disponibili fino alla taglia 18. Sembra una sciocchezza? non lo é, chiedere alla commessa di un negozio la propria taglia e sentirsi rispondere che "no, noi arriviamo solo fino alla 44" é deprimente e frustrante, molto più che guardare una playmate in lingerie e constatare che la natura con le sue gambe é stata più generosa che con le nostre, fa molto più male quella risposta, spesso acida, che le forme quasi perfette di una donna più fortunata di noi.

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30/10/2009, ore 11:32
Anna8 lo archivia in america, civilta

949 sono i dollari che il Pentagono paga per ognuna delle perfette bare bianche in cui tornano a casa i caduti dalle due guerre in corso in Afghanistan e Iraq.
4999 sono i caduti tornati in patria senza che un Presidente li onorasse pubblicamente. Ieri Obama ha onorato il cinquemillesimo.

Un articolo che vale la pena di leggere, Zucconi su Repubblica.

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24/10/2009, ore 12:48
Anna8 lo archivia in america, news, civilta

Supponiamo che voi abbiate 29 anni e siate un normalissimo uomo medio, neanche male a dedurre da una pessima foto, ma questo non conta. Insomma siete questo tizio qui, siete nella vostra cucina, in casa vostra, vi siete appena svegliati e siccome avete l'abitudine di dormire senza il pigiama di flanella, o meglio senza alcun indumento, siete in giro per casa vostra nudi. Come mamma vi ha fatti vi state preparando un caffe' nella vostra cucina in santissima pace.
Supponiamo ora che fuori dalla vostra casa passino una donna e un bambino di sette anni, e che guardando dentro casa vostra vi vedano nudo mentre vi godete il vostro caffe'.
Poco dopo che capita? Che vi arrestano e finite sotto processo, rischiando un anno di galera e una multa di 2000$ perche' secondo l'imbecille passata fuori da casa vostra voi volevate essere visti nudi da un bambino.

Ho da fare una serie di riflessioni:
- se girare nudi per casa propria e' un reato arrestatemi subito.
- se non vuoi vedere gente in atteggiamenti privati non guardare dentro le case altrui. Anche per questo adoro gli inglesi, non ne troverete uno che sbircia nella casa del vicino, infatti molti vivono con le tende perennemente aperte, anche al piano terra con il marciapiede a un metro dalla loro finestra, certi che nessuno ficcanasera'.
- non credo che un bambino di sette anni restera' turbato dal vedere un pisello adulto, ne possiede uno simile anche se in scala ridotta. Io ho subito alla stessa eta' la visione di un esibizionista su una spiaggia e onestamente all'epoca non mi fece nessun effetto, ricordo di averlo guardato con aria perplessa piu' che spaventata. Oltretutto se a sette anni non conosci almeno un minimo della fisiologia umana, cari genitori siete in ritardo.
- il fatto che la polizia abbia messo sotto processo una persona per un fatto del genere non mi fa ben sperare per il genere umano: quando ci sono di mezzo i bambini la gente non capisce piu' niente, anche in situazioni davvero innocenti come questa.

 
La notizia sul Telegraph.

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21/10/2009, ore 12:27
Anna8 lo archivia in donne, news, civilta

Ci sono cose che proprio io mi rifiuto di accettare, ne ho già scritto, mi fanno pensare che in fondo non sia cambiato niente di niente e che le donne siano sempre comunque quelle che sbagliano: se sono vergini a 35 anni, se si divertono da quando ne hanno 15, se scelgono di fare una vita di castità e anche se scelgono di fare sesso con chi e quanto pare a loro. Siamo sempre noi a sbagliare. Anche quando il reato é verificato, giudicato, sempre solo noi perché loro, i ragazzi, sono ragazzi per bene, di buona famiglia, che avranno mai fatto? hanno violentato una ragazzina ubriaca, magari sciocca, magari no, che ne sappiamo? e comunque quanto conta? l'hanno violentata, sono stati giudicati colpevoli ma non pagheranno e questo é quasi il meno perché quello che mi fa incazzare vigorosamente sono i pensieri delle persone intorno a loro: lei se l'é cercata, l'aveva già fatto con altri, sono bravi ragazzi mica rumeni che uccidono ... il solito schifo. Nel 2009, Italia.
 
A me fa venire voglia di urlare che sono delle bestie, loro, i compaesani degli stupratori Montalto di Castro, sono delle bestie, sono peggio, sono qualcosa che somiglia molto a dei complici dei prossimi stupri.

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18/10/2009, ore 13:11
Anna8 lo archivia in civilta, so british

Capita certe volte di essere nel centro di questa cittadina britannica dopo le sette di un sabato sera normalissimo, non c'é molta gente in giro, sono tutti al pub. Katia, giovane collega tedesca di Disaster, e io cerchiamo una farmacia aperta per un piccolo incidente capitatole in giornata. Quelle in centro sembrano tutte chiuse, decidiamo di chiedere a qualcuno per strada, qualcuno che:

"... sembri essere del posto e che abbia un'espressione intelligente."

Katia concorda:

"La coppia che si sta avvicinando? sembrano locali, proviamo!"

Divago e  vi descrivo come siamo vestite, poi capirate perché. Katia indossa un giubbetto corto sportivo, jeans classici e stivali per la serie "dove hai parcheggiato il cavallo, baby?", io indosso un trench nero allacciato in vita, sciarpona arancione, stivale nero classico, sotto maglietta e gonnellina.

Approcciamo la coppia, in coro involontario:

"Excuse us...."

I due, marito e moglie presumibilmente, intorno ai cinquanta, tirano dritto senza guardarci, un po' seccati, accelerano il passo facendo un lieve cenno di diniego con la testa. Katia ed io ci guardiamo a bocca aperta, seccata mi scappa a voce volutamente alta:

"Well, avevamo bisogno solo di un'informazione!"

La signora, si blocca di scatto, si gira, si avvicina e si scusa, spiegandoci che ci aveva preso per delle "beggars", sono stati infastiditi molte altre volte in centro, ci spiega. Un po' stupefatte dalla definizione affibiataci chiediamo l'informazione, ci rispondono, ringraziamo e torniamo sui nostri passi guardandoci un attimo l'un l'altra e ridendo:

"Ci han dato delle mendicanti! secondo me, Katia, sono stati i tuoi stivali nuovi che li han fatti pensar male!"

"Ma dai, ma gli inglesi sono sempre così educati, questa cosa é stranissima e assurda, siamo due ragazze ... decisamente abbiamo sbagliato scelta, locali lo erano ma sull'intelligente avrei da ridire!"


Strano lo é davvero perché questa é una cittadina piccola, tranquilla al limite della noia, piena di studenti che sì, fan casino, ma son studenti non spacciatori, di mendicanti ce ne sono davvero pochi, in centro addossati alle vetrine con i sacchi a pelo ne vediamo giusto quattro o cinque in una sera, le persone sono mediamente molto cortesi e disponibili. Sono rimasta stupita, anche perché davvero Katia ed io l'aria delle mendicanti non l'abbiamo, forse eravamo troppo vestite per essere in giro il sabato sera, un vestitino a sottoveste e tacco 12, senza calze, sarebbe stato più consono, forse nemmeno ci han guardato e al buio han pensato subito male, ma ... immagino che capiti e basta, c'é sempre l'eccezione che conferma la regola.


Disaster sostiene che devono essere stati i miei capelli confusi a spaventarli, ops!

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12/10/2009, ore 10:00
Anna8 lo archivia in civilta, cucina-sapori-odori

Si può discutere per interi e lunghissimi post delle pessime abitudini alimentari del popolo inglese, possiamo fare altrettanto con gli americani ma c'é del brutto anche in Italia ultimamente, ammettiamolo senza paura.
Per esempio comprare il salame già affettato, in vaschetta, esiste giuro, si chiama "Riassunto". C'é qualcosa di più triste?
Io posso capire, anche se non del tutto, se la cosa accade con il prosciutto, difficilmente si può tenere un prosciutto intero nel frigorifero, anche avendo lo spazio ammetto che affettarlo senza l'attrezzatura apposita é complicato e avere l'affettatrice é una menata, fidatevi di una che per anni ne ha pulita una professionale almeno una volta al giorno.
La vaschetta di alcuni salumi la capisco, non condividendo, ma il salame no!

Trovate il problema irrisolvibile nella procedura seguente:
- comprare un salame (magari dal contadino che lo produce se siete fortunati)
- metterlo in frigorifero (o in cantina se siete sempre più fortunati)
- affettarne le fette desiderate, dello spessore desiderato e consumarlo come/quando/dove/con chi più vi aggrada
- rimettere il salame in frigorifero, magari avvolto in un telo di cotone.

Qualcuno di voi sa spiegarmi qual é la parte difficile in tutto questo?
E' la fatica di tagliare il salame e poi lavare coltello e tagliere? per piacere!
La fatica di togliere la pelle con le mani prima di mangiare la gustosa fetta?
Aggiungete che certamente il salame affettato in vaschette in atmosfera modificata non ve lo regalano, (ah la crisi!) nel costo ci pagate: salame, vaschetta, atmosfera modificata e quant'altro. Se costa uguale o meno del salame del contadino nove volte su dieci quello in vaschetta non é un buon salame anche se al gusto non é male, mi riferisco alle materie prime d'origine.
Senza considerare lo spreco di risorse e l'inquinamento provocato dalle vaschette e dalle catene di montaggio per generare il prodotto finale.

Sarò io che sono strana, provinciale, golosa e figlia d'arte.

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11/10/2009, ore 12:27
Anna8 lo archivia in donne, news, storie, uomini, civilta

A leggere la frase seguente potrebbe non sembrare ma questa é una bella storia, fidatevi.

Exeter, UK, nel 2006 una donna é stata trovata nuda e senza coscienza, violentata, picchiata al punto di causarle una frattura cranica e danni cerebrali tali da farle perdere la memoria di quanto accaduto. Vive in carrozzella.
Il violentatore? uno studente di legge venticinquenne polacco, incastrato dal DNA, processato e giudicato colpevole, al momento sconta due ergastoli in una prigione polacca.
Questa é la buona notizia? Nemmeno per sogno. Il fatto di stupefacente bellezza che voglio sottolineare é che il colpevole é stato indentificato grazie alla testimonianza di un cameriere ventiduenne inglese, Lloyd Gardner. Nel video di una telecamera a circuito chiuso ha visto due donne che conosceva e queste hanno aiutato la polizia inglese a trovare lo stupratore. Secondo quanto le norme prevedono Lloyd aveva diritto alla ricompensa stabilita per la cattura del delinquente: 10.000 sterline! una cifra che ti può cambiare la vita almeno sul breve termine, soprattutto se fai il cameriere. Lui cosa decide? che probabilmente li avrebbe spesi in cose sciocche come una macchina costosa e decide di dare tutta la ricompensa alla donna che aveva subito l'aggressione pensando che ne avrebbe avuto più bisogno di lui, ed é felice perché questa era la decisione giusta da prendere, parole sue.

A volte il genere umano fa sorridere di gioia per piccole, grandi cose come questa.


La notizia su BBCnews.

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09/10/2009, ore 19:21
Anna8 lo archivia in donne, civilta

Le piccole cose che metà della popolazione mondiale condivide anche se non se ne rende conto.

Ogni mese una percentuale alta della popolazione mondiale ha il ciclo mestruale. Banale, vero? sì ma non avevo mai realizzato che in effetti quella percentuale é alta, comprende tutte le donne fertili del pianeta, diciamo quelle tra i 14 e i 50 anni? Non so darvi un'idea del numero ma fate caso a quante donne in questa fascia di età conoscete o incontrate ogni giorno e vi renderete conto di quante siamo.
Il fatto é che nei Paesi in via di sviluppo non é così facile essere donne fertili, non tanto perché non trovate l'acido acetilsalicilico con cui farvi passare i dolori annessi, ma perché trovare dei banalissimi assorbenti, o essere in grado di pagare per averli, non é scontato.
 
 
Una campagna interessante:



Via Doublex.

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08/10/2009, ore 12:32
Anna8 lo archivia in donne, news, civilta, ribrezzo

Volevo fare un post in cui raccontarvi brillantemente che Adam, il fattore, questa settimana mi ha regalato una gamba di sedano.
Invece mi é capitato di leggere un post, che condivido in toto, mi é capitato di cercare la notizia a cui fa riferimento Zucconi e alla fine ho pensato che il doppiosenso sul sedano non faceva tanto ridere alla luce delle ultime uscite.

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