30/11/2009, ore 17:43
Anna8 lo archivia in just for fun

Ho scoperto che c'e' una cosa che in palestra mi infastidisce ancor piu' dell'idiota che si piazza davanti all'attrezzo che stai usando per farti pressione a finire. No, non sono le ragazze che non fanno la doccia e dopo aver sudato come dannate si rivestono e via, peggio per loro. Non sono nemmeno quelle che fanno palestra truccate che nemmeno il sabato sera, povera pelle ma non e' la mia. Non e' neanche quel pirla che trovo molto spesso e fa pesistica con i pantaloni della tuta a mezzo sedere per regalarci la vista sui suoi boxer aderenti colorati, oggi rosso fantasia natalizia, se v'interessa. Odiavo moderatamente quelle che non sudano, piu' che altro era invidia, ma m'e' passata, sudare e' sano, sappiatelo.
No, io detesto quelle che vanno in palestra in coppia, peggio ancora in terzetto, e per tutto il tempo non fanno che parlare, parlare e parlare, di solito con le cuffiette dell'ipod nelle orecchie, quindi parlano in un tono alto al punto che io con la mia musica nelle orecchie comunque le sento. Oggi mentre facevo la mia mezz'ora di step ne avevo di fianco una che, vi giuro, non ha smesso un solo secondo, non uno solo, di chiacchierare con l'amica! Stavo per voltarmi e chiederle qual e' il segreto della sua perenne salivazione perche' perfino a me a quel ritmo di parlata mi s'asciugano le papille!
Le odio, mi distraggono dal ritmo, mi rovinano la musica se la sto ascoltando e se sono senza lettore capita che non ho davvero voglia di sentire i cavoli loro. E' un po' come quando in treno c'e' l'idiota che urla dentro al cellulare dei suoi cavoli, non e' che al resto dello scompartimento di solito fa piacere, sbaglio?

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29/11/2009, ore 20:23
Anna8 lo archivia in natura, libri, storie, animali, uomini

Non molti anni fa, in compagnia di papàL, sono rimasta folgorata da una puntata di SuperQuark, gli appassionati di Angela capiranno che é cosa che capita. Papà ed io siamo rimasti rapiti dallo speciale di quella puntata, curiosi come pochi, affascinati dalla natura da sempre, era tutto sommato facile farsi catturare da quel servizio.
Qualche mese fa in occasione di non ricordo quale festa, forse senza un perché, ho fatto recapitare un pacco di libri ai miei genitori, tra questi libri uno raccontava le avventure che tanto ci avevano rapito anni prima.
Nell'ultima sosta italica ho chiesto in prestito il libro, confesso: l'ho divorato senza riuscire a smettere, restando di nuovo incastrata in queste pagine di avventura, coraggio, natura, ecologia, profonda curiosità, conoscenza e rispetto.
Non so come convincervi ma secondo me dovreste proprio leggere questo libro. Tra le pagine Angelo D'Arrigo narra in prima persona la sua passione per il volo, per la conoscenza della natura, ne esce il suo lato assolutamente folle, la sua voglia di superare e imparare dalla natura, la sua forma di rispetto totale nei confronti degli animali, la sua capacità di superare difficoltà indicibili e continuare ad andare avanti, la voglia di metamorfosi, di diventare natura, la scoperta che quel genio di Leonardo aveva ragione, per l'ennesima volta.
Dentro quel libro ci trovate le sue avventure, la nascita di una passione vitale, il sorvolo in deltaplano del Sahara e del Mediterraneo seguendo le rotte dei falchi migratori in compagnia di Nike, la reintroduzione di un gruppo di gru siberiane e anche l'incredibile sorvolo dell'Everest riaccompagnando un'aquila nepalese .nel suo  ambiente. naturale. Ci trovate tante emozioni che elencarle tutte mi é impossibile.
Vorrei solo che non ci fosse una seconda data di fianco al suo nome oltre a quella di nascita, perché la scomparsa di un Uomo di questo livello é una perdita immensa per il genere umano, perché questo é un italiano (italo-francese) di cui esser fieri e fa una tristezza infinita sapere che non c'é più. Queste sono le storie che dovremmo essere obbligati a leggere in età scolastica, per esempio per imparare a superare le difficoltà quando si vuole inseguire la passione, qualsiasi sia, per mettere sempre tutto l'entusiasmo possibile nella vita.


Vi lascio un po' delle sue parole, poi andate a comprare il libro:

"Molti mi chiedono che cosa mi spinga ad andare sempre oltre. Non é agonismo: con le sfide ho smesso da anni. Non é nemmeno il bisogno di misurarmi con i miei limiti, come a volte ho creduto. No, é qualcosa di più semplice e intimo: l'istinto di esistere nella natura a modo mio. Un istinto che mi domina, che mi tiene sveglio la notte, che mi illumina e mi entusiasma. Non seguirlo sarebbe tradire me stesso. Se riesco a sentirmi pienamente vivo soltanto immerso in spazi sconfinati, libero nell'aria sopra deserti o ghiacciai, vulcani o pianure, fiumi, mari, montagne non é  per qualcosa che cerco, ma per quello che sono."


Il sito ufficiale, foto, video e update imperdibili.

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27/11/2009, ore 17:50
Anna8 lo archivia in civilta, so british

Andare per uffici governativi inglesi riserva sorprese. Lasciate perdere il perche' ci sono andata, noiosita', il punto e' come ti accolgono all'ingresso. Mi aspettavo la solita reception anonima, triste, polverosa e buia, con lo sca__ato di turno che se gli chiedi un'informazione ti guarda storto, poi ti fa mille menate, tipo: non puoi entrare perche' sono uffici governativi e ti serve il pass e ti devono venire a prendere e accompagnare.
Invece no. Appena entrata due maracantoni materassabilissimi, oltre il metro e novanta, in divisa casual, sorridendo, mi chiedono se va tutto bene, se ho bisogno di aiuto, cosa devo fare. Io non ci sono abituata a tutta questa cortesia da parte di un poliziotto!
Ho detto cosa dovevo fare, hanno controllato che avessi l'appuntamento e poi mi hanno indicato dove dovevo rivolgermi, scusandosi per via del fatto che dovevo uscire dall'edificio e usare l'ingresso laterale per raggiungere l'ufficio corretto.

Quasi quasi ci torno anche lunedi, non fosse altro che per i due marcantoni, la vista va tenuta in allenamento.


La menata burocratica che dovevo fare mi ha poi preso circa 10 minuti, tra salutare, chiacchierare con l'impiegata, fare le fotocopie dei miei documenti e dare i miei dati per un modulo.
 

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27/11/2009, ore 10:22
Anna8 lo archivia in news, civilta

Butto lì frasi a caso, poi vi lascio l'articolo da cui sono tratte perché Filippo Facci scrive bene, a volte é irritante come un cactus nelle mutande, ma non fa niente. Leggetelo per favore e fatevi un'idea di che paese stia diventando l'Italia.

- è stata inventata in Francia, dove è in uso da 22 anni
- in uso in tutta l’Unione Europea tranne in Polonia e Lituania e Malta
- gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza
- far sì che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica
- nocività inferìori non solo rispetto all’aborto chirurgico, ma rispetto a una comune aspirina

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LA RU486 IN PILLOLE
Filippo Facci

Seguite tutta la storia e poi rendetevi conto.

Allora. La pillola Ru486 è stata inventata in Francia, dove è in uso da 22 anni, e nel frattempo è entrata in uso in tutta l’Unione Europea tranne in Polonia e Lituania e Malta, che assieme a Città del Vaticano sono ormai le nazioni di riferimento di alcuni tardo-clericali del nostro governo. Il farmaco, che negli Usa è adottato da oltre diec’anni, è stato oggetto di infinite sperimentazioni tanto che anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2003, ne ha stabilito alcune linee guida. Dati e statistiche dicono questo: a dispetto di quanti temevano che il farmaco potesse comportare una sottovalutazione dell’aborto, e incrementarne perciò massicciamente il ricorso, gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza; l’unico dato significativo riguarda una tendenza a ricorrere all’interruzione di gravidanza in una fase gestazionale più precoce, con minori rischi di complicanze: l’Ru486 infatti può essere presa nelle prime settimane di gravidanza mentre l’aborto per aspirazione è possibile solo dalla sesta settimana.

Questo nel mondo normale: ora veniamo all’Italia. Nel 2002, già in ritardo su tutti, una prima sperimentazione fu bloccata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Nel 2005 un’altra sperimentazione a Torino sfociò in un’ispezione dall’omologo ministro Francesco Storace. Poi, siccome siamo capaci di bipolarizzare ogni cosa, la sperimentazione partì autonomamente ma solo in alcune regioni governate dal centrosinistra. E poi la magistratura – quella non manca mai – avviò indagini a Torino e a Milano per presunta violazione della Legge 194: ne seguì la sospensione della sperimentazione nel primo caso e un’archiviazione nel secondo.

Sempre nel 2005 partì l’offensiva del Vaticano: il Papa disse che «la Ru486 nasconde la gravità dell’aborto» e il cardinale Ruini che «tende a non farne percepire la reale natura». Posizioni culturali, queste, che alcuni parlamentari evo-con indirizzeranno progressivamente verso un obiettivo sostanziale:  far sì che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica fisicamente e socialmente.

Nel giugno 2007 l’uso della pillola veniva approvato e regolato pur tardivamente anche dall’Emea (l’agenzia europea per i medicinali) ma neppure questo spingeva il governo italiano a registrare e utilizzare finalmente il farmaco: nel novembre 2007, a bloccare ulteriormente la procedura, fu il ministro Livia Turco che decise di chiedere un parere del Consiglio superiore di sanità per riscontrare il «pieno rispetto della legge 194», peraltro già indagato da due inchieste giudiziarie. Non solo: si procedeva a un’altra sperimentazione e se ne incaricava l’Aifa, ossia l’agenzia italiana del farmaco che ha tutti i requisiti tecnico-scientifici per valutare sicurezza e idoneità dei medicinali. Il 30 luglio 2008, ancora, dopo anni di sperimentazione – dalla quale è risultato, paradossalmente, che l’aborto chirurgico è più rischioso di quello fatto con la Ru486 – l’agenzia l’Aifa ha infine deliberato l’idoneità del farmaco: purché sia utilizzato con ricovero ospedaliero, ha detto, che è esattamente ciò che il governo di centrodestra voleva; negli altri paesi, quelli normali, l’uso è infatti privato e domiciliare.

Finita? No: si annunciava che si dovevano attendere le «linee guida» del governo. In agosto, poi, Maurizio Gasparri proponeva un’ulteriore inchiesta parlamentare. E siamo finalmente alla comica finale di ieri: la commissione Sanità del Senato – poco prima della pubblicazione in gazzetta del provvedimento per la messa in commercio della Ru486 – ha fermato tutto e, circa la compatibilità con la Legge 194, questa volta ha ri-chiesto un parere al ministero della Salute.

Ora: definirli dei pagliacci non è più sufficiente.

E neppure il ripetere che nel nostro Paese è in corso una palese offensiva per ridiscutere o sabotare la Legge 194, ridimensionarla sollevando continui polveroni, invitare alla moltiplicazione di quei truffatori dello Stato che sono spesso gli obiettori di coscienza, ipotizzare la presenza di militanti religiosi nei consultori, raccontare che siano in corso complotti ideologici per smontare la stessa 194 quando in realtà sono proprio loro a volerla smontare. Non basta più.

E neppure può bastare la facile irrisione di chi straparla di «salute delle donne» e di una «pericolosità» ignota alla realtà scientifica mondiale, visto che l’Oms, solo due anni fa, ha inserito la Ru486 nell’elenco dei farmaci essenziali: si parla di una pillola che ha evidenziato nocività inferìori non solo rispetto all’aborto chirurgico, ma rispetto a una comune aspirina.

Ciò che va succedendo, appunto, è più grave: la propensione di una parte minoritaria del centrodestra, infatti, non è più solo una propaganda infarcita di dati scientifici letteralmente inventati o falsificati, ma – peggio – ormai tende a correggere le verità scientifiche con l’azione legislativa. Memorabile, a piccolo titolo di esempio, un’uscita di Maurizio Gasparri dell’agosto scorso: «I tecnici dell’Agenzia del farmaco sono privi di legittimazione democratica», disse. Allo stesso modo, a proposito di testamento biologico, ricordiamo come il Senato abbia stabilito che idratazione e alimentazione assistita non siano cure mediche:  e pazienza se frattanto lo stesso ministero della Sanità – e tutti gli organismi d’occidente – seguiti a definirli trattamenti sanitari sottoposti al consenso del paziente.

A costoro non importa di questo. E neppure gl’importa dell’opinione degli italiani su questi temi. Molti di questi legislatori – spesso ex radicali, ex laicisti riformisti, ex mangiapreti di sinistra – sono in autentica folgorazione pre-senile. Vanno semplicemente fermati. E’ vero, è tutta fuffa: perché la Ru486 è già comunemente in vendita sottobanco nelle farmacie e perché forme simili all’eutanasia sono giù praticate da migliaia di medici. La legislazione materiale se ne fotte da anni di quella ufficiale, è vero. Ma vanno fermati lo stesso, perché questa è una democrazia.


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Da Macchianera.

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25/11/2009, ore 18:27
Anna8 lo archivia in america, just for fun, civilta

Tramite un altro blog scopro una serie di video da Sesame Street che son semplicemente troppo belli e questa definizione di matrimonio é perfetta, quel bambino mezzo imbarazzato é adorabile:
 


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23/11/2009, ore 10:00
Anna8 lo archivia in family life

PapyL, noto anche a  voi tutti ormai, giorni fa ha pensato bene di farsi venire un'ernia inguinale, lo so, non é niente di grave, robetta da day hospital. Tendo a non essere più preoccupata dopo alcune rassicurazioni, sapete le paranoie degli espatriati che son sempre inutilmente in ansia per la salute dei genitori...
Telefono per sapere come sta e scopro che in attesa dell'operazione, rimandata a dopo Natale, il dottore gli ha prescritto di indossare uno speciale tipo di boxer per evitare il dolore e perché l'ernia non peggiori la sua condizione o magari addirittura migliori. Parlo con mammaG che con voce inspiegabilmente ilare mi tranquillizza:

"No tutto ok, il dolore é passato, deve solo stare attento a non sollevare troppi pesi ..."

In sottofondo sento papyL parlare, non comprendo quello che dice, ci pensa mamma:

"Sì, sta dicendo che gli hanno prescritto dei boxer antiviolenza, sono un po' poco sexy ecco ..." e ridacchia.

... ... ...

Ridacchia capite, lei e l'altro per cui io mi sono preoccupata ridacchiano tra loro dei boxer anerotizzanti!

A volte penso di aver fatto bene a lasciarli soli, bene per loro intendo, che fosse bene per me lo sapevo di già.

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22/11/2009, ore 15:53

Nei giorni scorsi son dimenticata di scrivere due cose che sembrano un po' i consigli della zia, non richiesti ma gratis, prendetele come personali esperienze e se vi servono provateci anche voi.


IN CUCINA
Quando capita di cuocere qualcosa di particolarmente odoroso, tipo: broccoli, cavoli, baccalà, aringhe affumicate, cotechino ... tutta roba ottima ma che lascia nella povera cucina un olezzo non indifferente, cosa fare per sopravvivere? Io ho provato a mettere in un pentolino dell'acqua, aggiungerci le scorze di un'arancia che mi ero appena spremuta poco prima, poi ho messo sul fuoco e lasciato bollire piano piano durante la cottura olezzosa. Funziona, non elimina l'odore sgradevole del tutto ma aiuta a sopravvivere, soprattutto se vivete in pochi metri quadri come noi.


JUST FOR WOMAN

Non so voi ma a me capita raramente di avere mal di testa, nonostante questa fortuna ho un'appuntamento mensile fisso con il mal di testa. Lo stesso giorno in cui, secondo i pubblicitari, a tutte noi viene voglia di lanciarci col paracadute, arrapicarci su per giostre, metterci caschi in testa e viaggiare in moto, arrancare sopra una scala in libreria alla ricerca del libro perfetto ... il tutto indossando pantaloni bianchi semitrasparenti e un'assorbente, s'intende.
Normalmente vado di analgesico e via, il mal di testa passa. Recentemente ho potuto provare un'altra tecnica, decisamente più salutare sotto due punti di vista. Mi sono costretta ad andare in palestra, coi pantaloncini neri no bianchi, a sudare un po', faticare, esercitare tutti i muscoli come al solito. Per me funziona, il mal di testa m'é passato, il fisico ha ringraziato come sempre e lo stomaco era sorpreso di non ricevere porcheria chimica. Non pretendo che funzioni sempre o per tutte, non sempre poi si ha il tempo di farlo, o magari é una cosa nota da secoli e io arrivo in ritardo, qualcosa che ha a che fare con i livelli di serotonina e annessi vari, non lo so, la mia é una prova empirica. Per me funziona e ne sono felice.

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22/11/2009, ore 11:56
Anna8 lo archivia in fabbricadeisogni

Non  so chi tra Disaster e me avrà il coraggio/tempo/voglia di farne la recensione, per il momento dirò una banalità: i Coen, i due registi, sono fuori di testa, ma davvero di parecchio.

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20/11/2009, ore 19:14
Anna8 lo archivia in

Quando? Da gennaio.
Per chi? Per l'NHS, ovvero il sistema sanitario nazionale inglese.
Dove? Centro pediatrico, 15 minuti a piedi da casa.
Cosa? Administrative assistant, segretaria in parole povere.
Per quanto? Permanent!

Ho trovato lavoro! forse sarò pure over-skilled per questa posizione, come dice Disaster con buone ragioni, ma promette di essere un posto dove imparare un mare di cose, dove conoscere nuove persone, cercare di tenere alta la reputazione degli italiani, nel mio piccolo, e infine crescere che poi é la cosa che conta di più.

Poi se vi va vi racconto del colloquio di lavoro e della prova pratica perché ne vale la pena, premetto solo che dopo la prova "scritta" mi son chiesta: ma che gente c'é in giro se mi fanno fare questa prova?

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19/11/2009, ore 00:45
Anna8 lo archivia in news, animali, civilta

Ogni tanto si trovano anche storie belle davvero sui quotidiani, meritano la nostra attenzione, il nostro neurone per cinque secondi.
Per disintossicarci dal post precedente vi presento Sabi.
Sabi é una canina notevole, uno di quei cani che accompagnano, senza paga speciale ma con totale devozione alcuni uomini sui campi di battaglia. Sabi ha una storia bella e misteriosa che inizia in Australia dove  questa meravigliosa retriever diventa membro di un gruppo di soldati come cane sniffa esplosivi, fa lo sminatore, probabilmente il lavoro peggiore che ti capita di fare in guerra. Le capita di farlo in Afghanistan, le fortune della vita da cane.
Nel settembre 2008 la sua pattuglia viene attaccata durante una missione, nove suoi compagni umani vengono feriti, lei sparisce nello scontro a fuoco e dopo mesi di ricerche viene dichiarata MIA, Missing In Action, come un qualsiasi altro soldato.
Bella questa considerazione, anche perché se ci di pensa: quante vite, militari e non, ha salvato facendo il suo lavoro prima di sparire nel mezzo dell'Afghanistan?

Dopo quattordici mesi, più di un anno, un soldato americano nota questo cane ben pasciuto per strada, lancia una pallina da tennis, il cane la prende e gliela riporta, seguendo l'istinto e l'addestramento ricevuto in Australia anni prima, Sabi non é più MIA e dopo alcuni controlli medici può tornare a casa dai suoi commilitoni, festeggiata come il compagno di pattuglia ritrovato.

Questa é una storia a lieto fine ed é una storia di civiltà. Resta il mistero di come Sabi se la sia cavata per tutti quei mesi in un Paese dove i cani da compagnia non sono certo un'abitudine, mi piace pensare che qualche ragazzino afghano l'abbia accudita in cambio di un po' di sorrisi, perchè diciamolo: quanto é bella questa canina che sorride?


La notizia su BBC NEWS.

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