Norwich (East Anglia, UK) - Salo' (Lombardia, Italia), totale ore di viaggio: 12.
Mezzi di trasporto usati: due autobus, tre treni e sostanzialmente due aerei.
Ve lo racconto? ve lo racconto.
La mattina del 17 c.m. mi sveglio all'alba, saluto via skype il Disaster che sta a otto ore di fuso e poi faccio colazione. Finisco le valigie, invocando nel dio dei pesi minimi per non superare il peso massimo consentito e in un momento di pignoleria controllo gli orari dei treni che da Norwich raggiungono Stansted Airport. Il sito delle ferrovie inglesi, vi stupira', funziona e mi raggela informandomi che ci sono problemi sulla linea e già due treni sono stati soppressi.
Il panico.
In un attimo decido di chiudere le valigie, spegnere il pc, infilare vestiti e scarpe e fiondarmi in stazione e prendere il primo treno disponibile o avvalermi dei bus.
Esco, davanti casa passa il bus(1) che va in centro, quattro minuti di viaggio, lo aspetto paziente, arriva con un attimo di ritardo ma arriva. In centro prendo il bus(2) che va in stazione, normalmente otto minuti, sotto le feste venticinque abbondandi.
Arrivo in stazione, il primo treno utile è presente e partira', ci salgo anche se so che arrivero' in aeroporto con largo anticipo, ma non voglio rischiare, ormai ci sono. Il treno(3) parte con quaranta minuti di ritardo causa i guasti che hanno provocato le precedenti soppressioni. Il che vuol dire che mi salta la coincidenza prevista ad Ely. Chiedo alla controllora che premurosamente mi dice che mi conviene scendere ad Ely, prendere il treno(4) per Cambridge e da lì salire sul treno(5) per Stansted, è la via piu' breve ... breve dice lei.
Seguo le indicazioni della controllora e del troppo british capotreno di Ely con cui scambio due chiacchiere e nonostante la fatica di salire e scendere da tre treni con due valigie e aiutando due sconosciute stordite che viaggiano con bagagli che nemmeno riescono a sollevare, arrivo all'aeroporto.
Ryanair ha cambiato il sistema di check-in, io lo trovo comodo, e veloce, ne riparleremo casomai. Faccio tutto, compreso consolare l'hostess che deve fare la carica valigie perchè il suo nastro si inceppa, verifico che la mia valigia è perfettamente in regola con i pesi e tiro un sospiro di sollievo quando al controllo sicurezza non mi multano per le calze a pois che inconsapevolmente indosso.
Faccio due acquisti altamente alcolici al duty-free e appena compare il gate di imbarco mi ci dirigo con calma. Dopo circa 3 chilometri di passeggiata avevo la sensazione che il gate di imbarco fosse a London Piccadilly e che mi ci stessero facendo arrivare a piedi. Invece dopo venti minuti lo raggiungo. Il gate piu' sfigato della storia con una coda di compatrioti e turisti notevole, mi siedo e aspetto che aprano l'imbraco.
All'orario in cui dovremmo già essere in volo l'imbarco inizia. Saliamo, ci sediamo, si chiudono gli sportelloni, avvisi vari ... fasten your seat belts ... dopo cinque minuti ci avvisano che partiremo in ritardo (ma va?) perchè due passeggeri che hanno effettuato il check-in e consegnato bagagli per la stiva non si sono imbarcati, per cui ora tocca ai tecnici trovare i loro bagagli, scaricarli per poi farci partire in sicurezza. I due non imbarcati vengono odiati con cortesia dagli astanti.
Dopo altri quindici minuti siamo pronti a decollare, l'aereo(6) decolla.
Dopo trenta minuti di volo, le assistenti ci avvisano che abbiamo appena virato e stiamo rientrando a Stansted causa un problema al sistema di condizionamento: gli astanti si guardano chiedendosi se han capito bene, sì abbiamo capito tutti bene.
Dopo venti minuti atterriamo, i tecnici si mettono all'opera, i passeggeri london-lovers si scambiano info sui migliori ristoranti giapponesi di Londra per ingannare il tempo, gli altri odiano i suddetti con vigore, sostenendo che tre giorni senza pizza sono tortura e il pesce crudo fa schifo...
Con il mio vicino resto sconvolta da una cosa in particolare: la pacata e serena compostezza con cui tutti i connazionali presenti prendono questi ritardi assurdi, nessuno sbuffa, nessuno protesta, tranquilli cercando di far passare il tempo come possibile. Staremo crescendo?
Dopo altri trenta minuti ci avvisano che l'aereo(7) puo' decollare, tutto è a posto, si riparte. Si vola. Si atterra.
A dodici -12- ore dalla mia partenza finalmente raggiungo l'ameno lago di Garda.
Facevo prima da NewYork!