22/11/2009, ore 15:53

Nei giorni scorsi son dimenticata di scrivere due cose che sembrano un po' i consigli della zia, non richiesti ma gratis, prendetele come personali esperienze e se vi servono provateci anche voi.


IN CUCINA
Quando capita di cuocere qualcosa di particolarmente odoroso, tipo: broccoli, cavoli, baccalà, aringhe affumicate, cotechino ... tutta roba ottima ma che lascia nella povera cucina un olezzo non indifferente, cosa fare per sopravvivere? Io ho provato a mettere in un pentolino dell'acqua, aggiungerci le scorze di un'arancia che mi ero appena spremuta poco prima, poi ho messo sul fuoco e lasciato bollire piano piano durante la cottura olezzosa. Funziona, non elimina l'odore sgradevole del tutto ma aiuta a sopravvivere, soprattutto se vivete in pochi metri quadri come noi.


JUST FOR WOMAN

Non so voi ma a me capita raramente di avere mal di testa, nonostante questa fortuna ho un'appuntamento mensile fisso con il mal di testa. Lo stesso giorno in cui, secondo i pubblicitari, a tutte noi viene voglia di lanciarci col paracadute, arrapicarci su per giostre, metterci caschi in testa e viaggiare in moto, arrancare sopra una scala in libreria alla ricerca del libro perfetto ... il tutto indossando pantaloni bianchi semitrasparenti e un'assorbente, s'intende.
Normalmente vado di analgesico e via, il mal di testa passa. Recentemente ho potuto provare un'altra tecnica, decisamente più salutare sotto due punti di vista. Mi sono costretta ad andare in palestra, coi pantaloncini neri no bianchi, a sudare un po', faticare, esercitare tutti i muscoli come al solito. Per me funziona, il mal di testa m'é passato, il fisico ha ringraziato come sempre e lo stomaco era sorpreso di non ricevere porcheria chimica. Non pretendo che funzioni sempre o per tutte, non sempre poi si ha il tempo di farlo, o magari é una cosa nota da secoli e io arrivo in ritardo, qualcosa che ha a che fare con i livelli di serotonina e annessi vari, non lo so, la mia é una prova empirica. Per me funziona e ne sono felice.

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22/11/2009, ore 11:56
Anna8 lo archivia in fabbricadeisogni

Non  so chi tra Disaster e me avrà il coraggio/tempo/voglia di farne la recensione, per il momento dirò una banalità: i Coen, i due registi, sono fuori di testa, ma davvero di parecchio.

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20/11/2009, ore 19:14
Anna8 lo archivia in

Quando? Da gennaio.
Per chi? Per l'NHS, ovvero il sistema sanitario nazionale inglese.
Dove? Centro pediatrico, 15 minuti a piedi da casa.
Cosa? Administrative assistant, segretaria in parole povere.
Per quanto? Permanent!

Ho trovato lavoro! forse sarò pure over-skilled per questa posizione, come dice Disaster con buone ragioni, ma promette di essere un posto dove imparare un mare di cose, dove conoscere nuove persone, cercare di tenere alta la reputazione degli italiani, nel mio piccolo, e infine crescere che poi é la cosa che conta di più.

Poi se vi va vi racconto del colloquio di lavoro e della prova pratica perché ne vale la pena, premetto solo che dopo la prova "scritta" mi son chiesta: ma che gente c'é in giro se mi fanno fare questa prova?

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19/11/2009, ore 00:45
Anna8 lo archivia in news, animali, civilta

Ogni tanto si trovano anche storie belle davvero sui quotidiani, meritano la nostra attenzione, il nostro neurone per cinque secondi.
Per disintossicarci dal post precedente vi presento Sabi.
Sabi é una canina notevole, uno di quei cani che accompagnano, senza paga speciale ma con totale devozione alcuni uomini sui campi di battaglia. Sabi ha una storia bella e misteriosa che inizia in Australia dove  questa meravigliosa retriever diventa membro di un gruppo di soldati come cane sniffa esplosivi, fa lo sminatore, probabilmente il lavoro peggiore che ti capita di fare in guerra. Le capita di farlo in Afghanistan, le fortune della vita da cane.
Nel settembre 2008 la sua pattuglia viene attaccata durante una missione, nove suoi compagni umani vengono feriti, lei sparisce nello scontro a fuoco e dopo mesi di ricerche viene dichiarata MIA, Missing In Action, come un qualsiasi altro soldato.
Bella questa considerazione, anche perché se ci di pensa: quante vite, militari e non, ha salvato facendo il suo lavoro prima di sparire nel mezzo dell'Afghanistan?

Dopo quattordici mesi, più di un anno, un soldato americano nota questo cane ben pasciuto per strada, lancia una pallina da tennis, il cane la prende e gliela riporta, seguendo l'istinto e l'addestramento ricevuto in Australia anni prima, Sabi non é più MIA e dopo alcuni controlli medici può tornare a casa dai suoi commilitoni, festeggiata come il compagno di pattuglia ritrovato.

Questa é una storia a lieto fine ed é una storia di civiltà. Resta il mistero di come Sabi se la sia cavata per tutti quei mesi in un Paese dove i cani da compagnia non sono certo un'abitudine, mi piace pensare che qualche ragazzino afghano l'abbia accudita in cambio di un po' di sorrisi, perchè diciamolo: quanto é bella questa canina che sorride?


La notizia su BBC NEWS.

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18/11/2009, ore 10:02
Anna8 lo archivia in news, civilta

Scusate, ho avuto da fare negli ultimi giorni, mi son distratta e ho letto poco i quotidiani, ma che sarebbe 'sta cosa? Se ho capito bene cos'é non son sicura di volere commentare, ma serei curiosa di sapere come hanno commentato i telegiornali. Hanno commentato?

Per non parlare dell'avere una certa faccia di palta e mi riferisco a questo signore qui, che mi era già capitato di citare altrove.

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15/11/2009, ore 19:39
Anna8 lo archivia in family life, civilta, in due, cucina-sapori-odori

Ci sono cose che stiamo perdendo per strada, a volte é colpa nostra, a volte c'é poco da fare, non ci sono alternative, ma é sempre un peccato.

Riflettevamo ieri sera Disaster e io di queste piccole cose belle che si perdono a favore della globalizzazione, grazie anche alla stupidità umana, lo facevamo dopo una cena che definirei sublime. So che sono di parte e quindi forse non vale, voi credetemi lo stesso.
Dall'ultimo week end italico infatti sono tornata in UK con un piccolo tesoro in valigia, un insaccato prodotto artigianalmente dal papyL, una prelibatezza che una volta cotta con molta pazienza, accompagnata da puré e piccole lenticchie scure s'é dimostrata essere una delizia senza paragoni, un boccone dopo l'altro sciolti in bocca. Prima l'odore delle spezie sale dal piatto e colma le narici, poi la consistenza morbida e gelatinosa sotto la forchetta. In bocca la prima cosa che senti arrivare é il calore, poi il sapore intenso e l'equilibrio perfetto di diversi tipi di carne tutti appartenenti a quel grande animale che é il maiale. Il tutto si scioglie soffice e leggermente appiccicoso, vellutato raggiunge ogni papilla, riempiendo di soddisfazione infinita il proprio essere. Un piacere che definisco fisico e totale, appagante.
Esagero? No. E' orgoglio? forse, ma giustificato.


Dopo tanto godere ci siamo soffermati tristemente a realizzare che quella di ieri sera é stata una delle ultime occasioni in cui abbiamo avuto la fortuna di assaporare tanta bontà. PapyL ha infatti deciso di chiudere a fine anno la sua attività per sopraggiunti limiti di età, pensionato da anni, stanco di un lavoro di soddisfazione ma duro sotto tutti i punti di vista, ha deciso con mammaG che é arrivato il tempo di riposare e godersi il suo tempo. Fanno bene, é una decisione che appoggio al 100%. Il punto é che nessuno vuole sostituirlo, famigliare o non, nessuno subentrerà nella sua attività che non ha risentito della crisi.
I motivi sono tanti, il fondamentale: nessuno ha fiducia in un piccolo negozio quando pensa ai sempre più presenti centri commerciali e supermercati, nemmeno in un paesino come quello che mi ha visto nascere. Nessuno crede di potercela fare e io lo capisco. Perché gli ipermercati stanno uccidendo (hanno ucciso?) i centri storici e i piccoli negozi, quelli in cui entri e chi ti serve sa cosa vuoi, oppure lo impara negli anni, quelli in cui puoi chiedere un bicchiere di acqua perché t'é venuta sete improvvisa e non te la fanno pagare, quelli in cui nessuno si sconvolge se chiedi di poter usare il bagno del personale perché  il tuo bambino ha un'emergenza, quelli in cui se ti capita di uscire sbadatamente senza soldi puoi lasciare il debito e pagare la volta successiva, senza leasing e interessi, quelli in cui ti chiamano per nome se capiscono che lo possono fare,  quelli che se sei una vecchina  poco in salute ti fanno per anni le consegne a domicilio senza aggiungere un solo centesimo, infine sono quei negozi che a distanza di quaranta, cinquant'anni lasciano ricordi indelebili e sono bei ricordi.
Questi posti muoiono per stupidità, perché abbiamo perso il senso del tempo, perché dobbiamo lavorare 9 ore al giorno se no siamo considerati degli scansafatiche, perché lavorare 9 ore certe volte é necessario per vivere,  e quindi andiamo dove tengono aperto quasi 24h/24. Perché al supermercato troviamo tutto in una sola volta, fa niente se tante volte la qualità é infima e se ci mettiamo il triplo perdendoci tra le corsie. Poi perché i negozi  non hanno il parcheggio vicino, non importa però se all'iper parcheggiamo a centinaia di metri dall'ingresso o tre piani sotto. Perché ai super non dobbiamo aspettare il nostro turno, alle casse/banco salumi/formaggi non facciamo la coda forse?
Non nascondo che metà della colpa é di tanti commercianti approfittatori, poco appassionati e maleducati, la stupidità umana insomma, ne conosco più di uno, la categoria non é fatta di santi.
La tristezza resta comunque perché per colpa di questi e di tante altre complicate motivazioni i piccoli negozi davvero dedicati al cliente spariscono senza tornare e tutti ci perdiamo qualcosa, qualcosa che non riavremo.

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13/11/2009, ore 15:00
Anna8 lo archivia in donne, civilta, my blondeness

Giorni fa mentre cercavo informazioni per il post su Playboy e Hugh Hefner m'é capitato di leggere un breve post su un blog a me sconosciuto, di cui non ricordo molto se non il tono dei commenti al post sul creatore di PB. In particolare due commenti mi sono rimasti in mente, erano commenti di donne, sembravano sensati e ragionevoli, nemmeno troppo acidi o di parte, insomma commenti che da donna avrei dovuto condividere. Però qualcosa in quelle sagge parole non mi convinceva, ci ho pensato su e ho capito.
Il succo dei commenti era che il male di una rivista come PB e dei comportamenti di Hefner sarebbe, non solo lo svilimento della figura femminile ... etc, ma anche l'aver infilato nei cervelli maschili e femminili la convinzione che se vuoi piacere devi essere come le playmate. Quest'idea avrebbe quindi costretto milioni di donne alla dieta perenne, alla privazione di una delle cose belle della vita, il cibo, per inseguire una forma fisica perfetta irraggiungibile per la maggior parte di noi. Ci avrebbe rese insicure e frustrate, fragili e costantemente affamate.
Ho capito perché questa cosa che tutto sommato sembra sensata non mi si adattava, non funzionava per me, ho capito e immediatamente mi sono fatta i complimenti, mi sono sentita bene. Perché nonostante non sia sempre stato così, da anni mi piaccio così come sono, con le mie forme mediterranee, con la mia voglia di assaggiare tutto e godere del buon cibo, senza l'ansia da bilancia, perché ho capito che posso essere, se voglio, sexy o semplicemente bella anche se la mia taglia non é una 42, perché ho imparato cosa mi sta bene e cosa no, ho scoperto che anche chi porta taglie inferiori non sta bene con certi capi, questione di carenza di forme, ho imparato a volermi bene in sostanza. Forse nonostante le tante indecisioni, i tanti pensieri, sono semplicemente più sicura di me, quindi anche di come sono fuori.
Buona parte in questa maturazione mentale la giocano, dopo i propri neuroni, le persone di cui ci si circonda, sono stata fortunata in questo. Le amiche storiche sono quasi tutte più filiformi di me ma non sono sciocche e questo ha contato, i loro apprezzamenti per una mia mise particolarmente curata non sono mai mancati.
Disaster é il mio più grande ammiratore, ovviamente, minimizza i difetti pur vedendoli, mi sprona ad osare con buon gusto e monelleria quando serve. In sostanza é semplicemente un uomo intelligente che ama stare con una donna sveglia e sorridente, che ama il cibo e vino buono, che non si fa troppe turbe mentali ... lo so, questo genere di uomo é materiale difficile da trovare, l'ho detto che sono fortunata.
L'ambiente degli ultimi 14 mesi ha fatto il resto: in UK tanto per iniziare la taglia 46 non é, come accadeva spesso in Italia, l'ultima taglia disponibile, a volte assente, é una taglia di mezzo per donne normali, corrisponde a una 14 locale e i capi sono disponibili fino alla taglia 18. Sembra una sciocchezza? non lo é, chiedere alla commessa di un negozio la propria taglia e sentirsi rispondere che "no, noi arriviamo solo fino alla 44" é deprimente e frustrante, molto più che guardare una playmate in lingerie e constatare che la natura con le sue gambe é stata più generosa che con le nostre, fa molto più male quella risposta, spesso acida, che le forme quasi perfette di una donna più fortunata di noi.

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13/11/2009, ore 12:54
Anna8 lo archivia in just for fun

Chiunque tra voi mi sia compagno nella scelta di usare Splinder come piattaforma blog non potrà non sorridere leggendo questo post del mitico smeriglia.
A volte usare Splinder può essere davvero un atto di puro masochismo.

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12/11/2009, ore 15:26
Anna8 lo archivia in musica, movie, just for fun

Per la rubrica non tutti sanno che: l'origine del nome Whoopi.
E' credo ovvio che la curiosità mi sia venuta parlando con Disaster dell'attrice Whoopi Goldberg, un mito di bravura, ironia e professionalità, al secolo Caryn Elaine Johnson.
Pensavo il nomignolo derivasse da una cosa, che poi vi racconto perché é divertente, invece scopro che deriva da tutt'altro, divertente in un modo diverso, più in linea con il personaggio a pensarci bene.
Non ricordo esattamente il nome italiano, ma avete presente quella specie di palloncino-cuscino gonfiabile che si usava a titolo scherzoso negli anni '80? si gonfiava, si posizionava sulla sedia del prescelto e quando questo si sedeva il palloncino svuotandosi da un beccuccio apposito faceva il tipico rumore di puzzetta prolungata, avete presente? Ecco, quella cosa si chiama whoopee cushion, il nome d'arte dell'attrice deriva da lì. La motivazione non mi é chiara perché su tre siti ho trovato tre spiegazioni diverse, in attesa di verificare quale sia quella giusta riposto quella che pare essere un'affermazione dell'attrice:

"If you get a little gassy, you've got to let it go. So people used to say to me, 'You're like a whoopee cushion.'"
 
Come dicevo, in linea con il personaggio.


A cosa avevo pensato come prima idea per l'origine del nome d'arte Whoopi? m'era passata per la testa una canzone, una canzoncina divertente di parecchi anni fa, così tanti che perfino mia nonna era poco più che una bambina ... la canzone fa così:

Another bride, Another June,
Another sunny Honeymoon,
Another season, Another reason
For Makin' Whoopee.

A lot of shoes, A lot of rice
The groom is nervous
He answers twice
It's really killin'
That he's so willin'
to make whoopee!


Qui il video se volete sentirla e scoprire chi fosse Eddie Cantor


Whoopi Goldberg su wiki.


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11/11/2009, ore 15:03
Anna8 lo archivia in donne, news, ordine

Non credevo avrei mai scritto un post simile, ma se c'e' una cosa che mi manda in bestia e' l'ipocrisia, soprattutto quando e' chiaramente bavosa.

Non so come la pensiate riguardo Playboy e il suo proprietario/inventore Hugh Hefner. Io penso che il giornale pubblichi molto spesso delle foto di una qualita' impressionante, lo ha sempre fatto, ben prima dell'avvento di photoshop, quindi suppongo selezioni piuttosto bene modelle e fotografi soprattutto.
Pur non essendo omosessuale vedo e riconosco la bellezza di un corpo femminile, molto più di quanto si possa fare davanti a un nudo maschile, scusate. Posso guardare un nudo femminile senza avere pensieri peccaminosi o magari sì, in questo stesso modo posso guardare una foto su playboy o un quadro, a volte sono solo opere d'arte.
Non nascondo dietro la questione "nudo artistico" il fatto che il giornale di Hefner sia un prodotto pornografico, ma onestamente spesso m'e' capitato di trovarlo meno offensivo di certe scelte politiche o di certi spot pubblicitari regolarmente in onda a tutte le ore. Non credo sia la nudita' a rendere pornografico un oggetto. Senza contare il fatto che mediamente su playboy non ci sono fotografie dai particolare ginecologici, imbarazzanti piu' che altro. Come lo so? Perche' m'e' capitato di comprarne personalmente, senza alcuna vergogna, un paio di edizioni speciali, regali per Disaster, per noi due. Edizioni patinate, foto straordinarie per soggetti e ambientazioni. Insieme le abbiamo sfogliate monelli e strabiliati da tanta attenzione al dettaglio fotografico.
Playboy e' quello che e': una rivista per adulti molto ben fatta, che spesso riporta tra un nudo e l'altro anche articoli interessanti. Negli anni vi hanno scritto gente come Wodehouse, Nabokov, Fleming ... sono stati intervistati per PB personaggi come Orson Welles, Stephen Hawkins, Salvador Dalì, Steve Jobs ... il romanzo Fahrenheit 451 é stato pubblicato per la prima volta, a capitoli, su Playboy.

Perché tutto questo discorso? perchè tempo fa ho letto questo commento su un blog del Corsera e mi con cascati perfino gli attributi che non ho. Lo spunto per il commento é l'uscita di due libri, uno fotografico che raccoglie tutti i paginoni centrali di PB e una biografia di Hugh Hefner.
Cosa fa un giornalista che vuole scrivere a proposito di due libri? li legge? ma no! commenta/copiaincolla (?) il commento che ne fa un'altra persona. Sembrano le recensioni cinematografiche preventive che faceva (fa?) l'Avvenire su certi film.
Tutto il pezzo é pieno di bavosa ipocrisia, a partire dalla confessione che l'autore no, non comprava PB, se non raramente, ma guardava concupiscente (sbavando?) le copie acquistate dagli amici. Se non l'avesse scritto ci avrebbe fatto migliore figura, é come dire: mi piaceva da morire, anche se sto per scriverne peste e corna. Oppure: insomma capita di scivolare, ma stai tranquilla signora che leggi, sono una brava persona, io le donne nude non le compro.
Sorvolo sul commento alla filosofia di vita di Hefner, mi sa che l'invidia é parecchia e pur non condividendo tutte le scelte dell'ottantenne più sorridente del mondo, son convinta che siano altre le cose che fanno male alle donne.
Solo per darvi un'idea di come sia costruito il pezzo, si legge che:
"presto sposo e padre di due figli, Hefner rimase traumatizzato quando seppe che la moglie Mildred, che gli si era negata prima del matrimonio, aveva tuttavia avuto rapporti sessuali con altri. Quell'atto d'infedeltà femminile, pare, fu determinante."
A parte il fatto che sapersi cornuti e mazziati non fa piacere a nessuno, questa cosa sembra messa in modo tale da far pensare una cosa che non é, infatti la storia é un po' diversa: la moglie poco prima delle nozze confessò a Hefner di averlo tradito mentre lui era giornalista militare tra il 1944 e il 1946, durante il servizio militare. Suona un po' diverso secondo me, come racconti le cose conta. E sempre perché il modo in cui presenti le notizie conta, direi che scrivere peste e corna di qualcuno, della sua filosofia di vita, delle sue scelte personali, raccontarci di quanto male ha fatto e di come ha denigrato la figura femminile e di quanto maschilista sia e poi farcire il pezzo con le stesse foto contro cui ti sei appena scagliato, beh ecco, é un tantino ipocrita, giusto un filino.

Tanto per darvi solo due notizie che il pezzo non riporta:
- Playboy é un ambiente così maschilista e Hefner un tale mostro che per anni, dal 1988, l'amministratore delegato del magazine é stata Christie Hefner, la figlia, ritiratasi all'inizio di quest'anno per dedicarsi a "charitable works".
- nel 1955, dopo che Esquire l'aveva rifiutato, Playboy pubblicò un racconto di C. Beaumont in cui, in un mondo dove l'omosessualità era la norma, un uomo eterosessuale viene perseguitato. Hefner alle critiche che seguirono la pubblicazione rispose:
"If it was wrong to persecute heterosexuals in a homosexual society then the reverse was wrong, too."
Inutile dire che Hefner é divenuto nel tempo un'icona dei diritti gay, nemmeno tanto ironicamente.


Se volete leggere qualcosa in merito consiglio Wiki:
Hugh HefnerPlayboy




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